Landscapes of Memory al Festival di Roma


Il docufilm “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria”, prodotto dalla Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli, è in concorso al Festival internazionale del film di Roma nella sezione RisonanzeConversazioni video, spazio dedicato a documentari sull’architettura e le arti visive, scelti tra le più importanti e recenti produzioni italiane e internazionali.
L’opera sarà proiettata alla Casa dell’architettura di Roma il prossimo martedì 12 novembre, alle ore 18,30.

Con la regia di Giacomo Fabbrocino, il film documenta la complessa installazione che Christian Leperino – artista napoletano, tra i nomi più interessanti della nuova scena della ricerca visiva europea – inaugurava il 21 giugno 2012 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Girato con tecniche cinematografiche, “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria” combina il linguaggio tipico del documentario con un approccio visivo sperimentale, vicino alla video arte, risultando in una testimonianza che ha l’obiettivo di conservare e restituire allo spettatore l’esperienza dell’installazione di Leperino, monumentale ma progettata per essere accolta solo per pochi giorni all’interno della Sala Farnese dell’Archeologico, e quindi effimera e provvisoria.

La nascita dell’operazione dell’artista napoletano viene raccontata da Fabbrocino attraverso il confronto tra la tensione drammatica del gruppo marmoreo del Toro Farnese e le radici della ricerca espressiva dell’artista, il quale da tempo trae linfa dagli scenari della periferia urbana più dimenticata, in un continuo confronto e in un non meno serrato conflitto tra archeologia classica e archeologia industriale (potenti le sequenze riprese nella centrale elettrica dismessa di Vigliena).

Presentato per la prima volta lo scorso 5 ottobre al Museo Madre di Napoli e il 26 dello stesso mese al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria” è stato prodotto dalla Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli, uno dei punti di riferimento della didattica audiovisiva in Italia e piccola e agguerrita casa di produzione, che negli ultimi anni ha legato il suo nome a una serie di interessanti operazioni culturali. Tra queste, ricordiamo le seguenti coproduzioni: con Cetra e Gianluca Arcopinto, il film di Sandro Dionisio “Un consiglio a Dio” (in concorso al Festival internazione del nuovo cinema di Pesano nel 2012), di cui Giacomo Fabbrocino ha curato il montaggio, e i documentari di Antonio Longo “Midnight Bingo” (vincitore nella Sezione autoproduzioni del Napoli Film Festival 2012) e il più recente “Ero un re” (selezionato all’ottava edizione della rassegna di cinema italiano 41esimo Parallello, sarà presentato il prossimo 13 dicembre a New York).

Scheda tecnica del documentario

“Christian Leperino. Landscapes of Memory / Paesaggi della memoria”

Durata: 26′ Formato di ripresa: HD

Produzione: Pigrecoemme (ITA 2013)

Con il contributo di MN Metropolitana di Napoli SpA

Regia: Giacomo Fabbrocino

Produzione esecutiva: Corrado Morra

Prodotto da: Giacomo Fabbrocino, Rosario Gallone, Christian Leperino, Corrado Morra

Fotografia: Fabio Farinaro

Montaggio: Giacomo Fabbrocino

Aiuto Regia: Antonio Longo

Assistenti alla Regia: Luca “Micione” Silvestre, Federico Cappabianca

Musica: Anton Mobin, Joesphine Muller, Ian Linter, Volcano The Bear

Operatori: Fabio Farinaro, Antonio Iodice, Giuliano Caprara, Giacomo Fabbrocino.

“Christian Leperino – Landscapes of Memory” il 5 ottobre al Madre

Sarà finalmente presentato al pubblico sabato 5 ottobre, al Museo Madre (ore 18,00, ingresso gratuito), “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria”, il video che, con la regia del nostro Giacomo Fabbrocino, ha documentato la complessa installazione che l’artista Christian Leperino inaugurava lo scorso 21 giugno al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

È stato, questo, senza dubbio uno dei lavori che ha coinvolto maggiormente Pigrecoemme negli ultimi mesi, sia dal punto di vista produttivo, sia da quello emotivo e creativo. L’operazione, più che dalla necessità di fare una cronaca dell’operazione dell’artista napoletano, è partita dall’esigenza di cercare e di costruire un confronto tra due “sguardi”: quello dell’artista, raccontato dalla sua opera, e quello, non meno autoriale e complesso, di Fabbrocino.

A sua volta, era la mostra stessa di Leperino all’Archeologico che, a cura di Silvia Evangelisti, partiva da un suggestivo e fertile confronto, in quel caso, tra antico e contemporaneo. Un confronto che ha avuto la forza di rappresentare non solo un passaggio determinante nell’evoluzione della ricerca artistica di Leperino, ma un importante momento di discussione pubblica sul ruolo, l’immagine e l’immaginario della città di Napoli.

Tale confronto continuerà proprio in occasione della presentazione del video e del volume sulla mostra, con un incontro pubblico al museo Madre, che rientra tra le iniziative della IX edizione della Giornata del Contemporaneo AMACI.
La discussione, moderata da Andrea Viliani, Direttore del Madre, vedrà gli interventi, oltre che dell’artista e della curatrice Silvia Evangelisti; di Teresa Elena Cinquantaquattro, Soprintendente Archeologo di Napoli e Pompei; di Giovanna Cassese, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; di Marco Demarco, Direttore del “Corriere del Mezzogiorno”; di Donatella Tramontano, Presidente della Fondazione Gens; dell’architetto Massimo Pica Ciamarra e di Corrado Morra, Presidente della Scuola di Cinema Pigrecoemme,

L’occasione, dicevamo, vedrà anche la presentazione del catalogo di “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria” che, per i tipi di Arte’m, presenta anche un testo critico del nostro Corrado Morra.

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Christian Leperino – Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria

INAUGURAZIONE MOSTRA Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria
INAUGURAZIONE MOSTRA Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria

Giovedì 21 giugno alle ore 17.00, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, s’inaugura la mostra a cura di Silvia Evangelisti “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria” dell’artista Christian Leperino, invitato dal Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei a proporre, all’interno di un ormai consolidato programma espositivo, un ulteriore incontro tra Antico e Contemporaneo.
La mostra è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
L’artista incontrerà la stampa e gli operatori del settore mercoledì 20 giugno alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Interverranno il Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Antonella Di Nocera, la curatrice Silvia Evangelisti.
Ecco il link alla segnalazione sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il video:

Nel mese di ottobre 2012 sarà presentato al pubblico un video documentario, a cura di Pigrecoemme Scuola di Cinema, sulle diverse fasi del progetto artistico e sulla sua poetica. La regia del video è del nostro docente Giacomo Fabbrocino. La fotografia è di Fabio Farinaro. Qui sopra alcune immagini tratte dal video ancora in lavorazione

Sala del Toro Farnese
All’origine dell’installazione – nata dalla riflessione sulla celebre affermazione di Sallustio, riferita ai miti greci, “Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre” – è l’idea di far rivivere il mito di Dirce e la tensione drammatica del gruppo marmoreo del Toro Farnese nello scenario di una periferia contemporanea, attraverso un grande dipinto rappresentante un paesaggio urbano, che ricopre l’intera parete alle spalle della “montagna di marmo”.
L’intento dell’artista è far dialogare archeologia classica e archeologia della metropoli, “sfondando” lo spazio chiuso della sala museale tramite la fuga prospettica dell’immagine dipinta.
Se il paesaggio urbano diventa così il luogo in cui il complesso scultoreo e la memoria del mito si caricano di una nuova e ambigua vitalità, di converso, il confronto con la scultura antica e il suo carico secolare di memorie stratificate rende evidente la natura autentica di quel desolato paesaggio contemporaneo e il suo essere innanzitutto un paesaggio della memoria.

Spazio Mostre Servizio Educativo
Anche il progetto per lo Spazio Mostre trae origine dalla riflessione sulla memoria, e in particolare dall’intreccio tra archeologia classica, archeologia industriale e “archeologia privata”.
Punto di partenza per l’artista è stato il fascino evocativo dei depositi del Museo, luogo deputato a custodire e trasmettere al futuro la memoria collettiva, con quegli ambienti sotterranei dall’organizzazione articolata e rigorosa: centinaia di scaffali e cassette con reperti ordinati e catalogati, tracce materiali della storia e della storia della produzione artistica dell’umanità.
Un altro luogo della memoria è per l’artista la periferia Est di Napoli, dove, nei pressi del porto di Vigliena, c’è una grande e storica centrale termoelettrica dismessa. All’interno di quest’affascinante architettura industriale, macchinari, mobilio e utensili vari, ai quali la polvere del tempo e il carico di memorie hanno conferito quasi un alone di sacralità, restano a testimoniare una trascorsa civiltà del lavoro. Un tempo luoghi e oggetti produttivi, oggi sospesi nel silenzio dell’abbandono, questi documenti di archeologia industriale vivono anch’essi come reperti.
Perciò l’artista ha deciso di portare al Museo Archeologico – grazie alla collaborazione della Tirreno Power – alcuni frammenti di quei luoghi, dei quali ha sentito forte il legame con la vita della città, con il suo recente passato, con la sua memoria collettiva, immaginando un’installazione artistica che fosse un possibile “interno” dei suoi dipinti di metropoli. E dentro alcuni degli arredi provenienti dalla centrale dismessa ha deciso di sigillare pezzi del suo archivio della memoria personale: oggetti che non ha mai mostrato, confronti con la materia e con le tecniche, tentativi ed esperimenti che sono serviti a tracciare una strada, a mettere a fuoco progressivamente e con fatica un linguaggio e una poetica. Appunti, schizzi, disegni, fotografie, fotocopie, filmati, audio: l’impalcatura della sua memoria e le fondamenta della sua identità.
Dentro, la memoria individuale, celata. Fuori, quella della città, esibita.

Biografia
Christian Leperino (Napoli 1979) nel suo percorso artistico dopo essersi dedicato alla ricerca sul corpo umano, da alcuni anni ha concentrato l’interesse sulla rappresentazione della metropoli, indagando il rapporto tra lo spazio della città e le vicende esistenziali dei suoi abitanti.
Il tema del paesaggio urbano, al quale s’intreccia la riflessione sul tempo e sulla memoria dei luoghi, ricorre nella sua produzione degli ultimi anni, come testimoniano le opere presentate in occasione di recenti esposizioni: Cityscape/12, alla 54a Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Tese di San Cristoforo, 2011; Human Escape, al MAC-Museu de Arte Contemporânea de Niterói, Rio de Janeiro, 2010; Cityscape, alla mostra Sistema Binario, presso la Stazione Ferroviaria di Mergellina, a Napoli, 2008 (l’opera, esposta all’interno di una grande lunetta dell’atrio, è diventata un’istallazione permanente).

Evento realizzato in collaborazione con:
Paparo Edizioni
Fonderia d’Arte 2000
MN Metropolitana di Napoli SpA
Tirreno Power
IPSCT Isabella d’Este
Pigrecoemme Scuola di Cinema, Televisione, Fotografia
Costantinopoli 104
Cantine Astroni
Al Paladino – Pasticceri dal 1969
Eduardo Tene Allestimenti
Mazzocca – Laboratorio d’innovazioni
Metronapoli S.p.A.