Parte il 27 gennaio il nuovo corso di “scrittura per la televisione”

Con la chiusura, lo scorso sabato, del ciclo di film sul fantastico, curato, con la nostra collaborazione, insieme ad alcuni dei principali istituti di cultura straniera di Napoli, e con la rassegna della Storia permanente del cinema che continuiamo a cogestire al Pan – Palazzo delle arti di Via dei Mille, possiamo ben dire che, quello che tra poco si chiude, per la Scuola di cinema Pigrecoemme è stato un anno davvero straordinario, culminato con la recente vittoria – grazie a Midnight Bingo di Antonio Longo – del Napoli Film Festival.

Ma le soddisfazioni e i riconoscimenti sono stati veramente tanti, non ultimo quello di vedere come, una volta usciti dalla nostra Scuola, i nostri allievi riescano a ritagliarsi spazi di attenzione e di confronto professionale sempre più autorevoli nel settore dello spettacolo.

Non ultima, in tal senso, la notizia della scorsa estate che vedeva tra i progetti selezionati per gli speed dating dell’Idea Format Tv di San Benedetto del Tronto (primo festival in Italia dedicato alle idee per la televisione e luogo di incontro privilegiato tra autori, registi, produttori e televisioni) ben quattro che provenivano da ex allievi del nostro Corso di scrittura per la televisione, che ripartirà, dal 27 gennaio 2012, con ancora maggiori entusiasmi e passione.

Programma, calendario e approfondimenti li trovate qui.

Se invece volete condividere la cosa su Facebook, e leggere i commenti di chi vi ha già è partecipato, questa è la pagina ufficiale dell’evento.

Anche quest’anno il corso sarà organizzato in 64 ore divise in 32 lezioni. Ad una prima parte teorica, seguirà – a cura della sceneggiatrice Anna Coluccino – un vero e proprio laboratorio di scrittura, in cui i corsisti saranno guidati nella stesura di progetti televisivi originali (serial, format o altro).

Tra i docenti, oltre alla Coluccino e a Rosario Gallone, Giacomo Fabbrocino e al Corrado Morra (gli ultimi tre, come saprete, della Scuola di cinema Pigrecoemme), anche in questa nuova edizione, ci saranno, alcuni prestigiosi professionisti del mondo della televisione e della produzione italiana, tra questi: lo sceneggiatore Fabrizio Cestaro (suoi un gran numero di importanti successi della TV degli ultimi anni, tra cui: I Cesaroni, Elisa di Rivombrosa e Il commissario Rex); Diego Del Pozzo, giornalista del Mattino e autore, tra l’altro, del libro “Ai confini della realtà: cinquant’anni di telefilm americani” (Edizioni Lindau), una delle prime e meglio documentate storie della serialità televisiva americana; Maurizio Gemma, direttore della Film Commission Regione Campania; Benedetta Fabbri (producer Publispei, una delle principali case di produzione di fiction in Italia); Claudio Grimaldi, sceneggiatore e casting director; il regista RAI Antonio Mauriello e la broadcaster Mediaset Cristina Pittalis.

Ancora una cosa: durante il corso, sarà organizzata una visita agli studi RAI di Napoli.
Vi ricordo, infine, che per coloro che hanno già frequentato uno dei corsi di Pigrecoemme, è previsto uno sconto di 50 euro sulla retta complessiva (800 euro invece di 850, divisi in tre rate).

Ma per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento, potete scriverci a corsi@pigrecoemme.com o telefonarci allo 081 5635188.

Su Film TV, la recensione di Rock Around the Screen

Nel numero in edicola del benemerito Film TV, unico settimanale di cinema in Italia, potrete leggere la recensione, firmata da Mauro Gervasini, del libro Rock Around The Screen, volume a cura di Vincenzo Esposito e Diego Del Pozzo che, come probabilmente saprete, indaga i rapporti tra cinema e musica pop. La collettanea, che comprende tre saggi di docenti della scuola di cinema Pigrecoemme (quello di Rosario Gallone sul mockumentary, quello di Giacomo Fabbrocino sulla Rock Opera e quello di chi scrive su Bowie e il corpo della rock star nel cinema), è accolta, sulle pagine del prestigioso settimanale, senza mezzi termini con entusiasmo. La cosa, va da sé, non può che farci un immenso piacere e, ancor più, in quanto, parole di lode particolare, insieme ad Arcagni, Maiello e Castellano (a proposito, imperdibile la recensione di quest’ultimo su Film TV dell’aborto cinematografico del secolo, ovvero del post-trash “Un camorrista perbene” di Enzo Acri), Gervasini le riserva al lavoro del nostro Gallone. Lodi a cui aggiungo le mie, convinto come sono che il saggio di Rosario colmi un vuoto nella letteratura sull’argomento: trascuratissima, fino ad ora, era infatti l’analisi della parodia nel mondo, invero sovente seriosissimo, del rock. Cosa a cui, via Rutles e Spinal Tap, Gallone pone rimedio. E, inevitabilmente, in maniera spassosissima.