Parte il 9 aprile 2010 il corso di scrittura per la televisione

La televisione? Sarà pure “cattiva maestra”, ma, oggi, con la vitalità produttiva che, soprattutto nei paesi anglosassoni, il broadcast sta mostrando, sembra sempre più opportuno prendere le distanze da qualsiasi tentazione snobistica e demagogica à la Karl Popper e farsi una ragione del fatto che, volenti o nolenti, la televisione abbia quanto meno ampliato, e in maniera del tutto imprevedibile e interessante, la sua sfera di influenza e, diciamola tutta, di pervasività. D’altro canto, a voler confutare i diffusi (e spesso banali) pregiudizi nei confronti della televisione, basterebbe ricordare che l’elettrodomestico in questione è pur sempre un medium e che la posizione mcluhaniana (l’ormai proverbiale “il medium è il messaggio”) ha a che fare più con l’estetica che con l’etica. Il contenuto, la morale, sono dell’uomo, cioè dell’autore, e non aspetti precipui del linguaggio audiovisivo.

Ora, a proposito di estetica, è innegabile che, dall’America all’Italia, in questi anni si assista ad un proliferare di serie televisive, sovente di grande richiamo. Soprattutto Oltreoceano, il piccolo schermo si presenta come un luogo in cui è possibile sperimentare, addirittura più che al cinema. Si pensi alla struttura rizomatica di Lost, o, dal punto di vista della commedia, alla gestione sapiente dei rapporti tra testo e paratesto in una sit-com di successo come How I Met Your Mother. Insomma, televisione come spazio di confronto collettivo in cui trattare pure argomenti “scomodi”. Esempi? La mafia nei Soprano; la morte in Six Feet Under; la corruzione della polizia in The Shield; l’omosessualità in un buon numero di serie, tra cui Queer as Folk, Will & Grace, The L World. Eppure, qui da noi, alla fiction, anche quella di qualità, si chiede ancora di essere solo e sempre accomodante e familiare!
Ma se, come detto, l’attenzione determinante, anche nel caso della televisione, è sull’autore, che cosa significa veramente essere autori per tale mezzo? E quali sono le differenze tra la scrittura di un format televisivo – dal più cerebrale dei talk show al più leggero tra i reality – e quella di una fiction? E, ancora, come si scrive una grande serie?
È da tali considerazioni che prende le mosse il nuovo Corso di scrittura per la televisione di Pigrecoemme, organizzato in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, un percorso teorico e pratico che, in 18 appuntamenti, presenterà i motivi e le tecniche fondamentali per diventare sceneggiatori televisivi. Ma il corso si rivolge anche a coloro che, semplici curiosi o appassionati della TV, vogliano avere una strumentazione ermeneutica più puntuale per affrontare, con maggiore consapevolezza, le gioie (e i trucchi) della televisione contemporanea.
Oltre ad un articolato laboratorio do scrittura coordinato da Anna Coluccino, il corso presenta lezioni e approfondimenti a cura di Maurizio Gemma, direttore della Film Commission Regione Campania, Claudio Grimaldi, sceneggiatore e casting director, e dal regista RAI Antonio Mauriello. Oltre che dei docenti di Pigrecoemme Rosario Gallone, Giacomo Fabbrocino e Corrado Morra. Infine, sarà lo sceneggiatore Fabrizio Cestaro, alla cui scrittura si devono alcuni dei più grandi successi di fiction degli ultimi anni, come I Cesaroni, Elisa di Rivombrosa, Il commissario Rex, e il recentissimo Tutti per Bruno con Claudio Amendola, ad affrontare con gli studenti un approfondito seminario-laboratorio di sceneggiatura televisiva che partirà dal case history di uno dei suoi lavori.

Cliccate per leggere il programma completo e l’elenco dei docenti del corso di scrittura per la televisione.

Il programma del corso di fotogiornalismo

Il Corso di Fotogiornalismo di Pigrecoemme, coordinato da Luca Sorbo, è diretto a chi, avendo già acquisite le competenze di base della fotografia, voglia intraprendere la carriera di fotogiornalista. Il corso è anche consigliato al fotoamatore evoluto che voglia approfondire le dinamiche del racconto fotografico e abbia intenzione di collaborare part-time con un’agenzia, come pure a coloro che sono interessati a conoscere e ad approfondire l’interessante ricerca visiva e, tout court, artistica che il mondo del fotogiornalismo presenta attualmente.

Durante il percorso didattico si analizzeranno le diverse possibilità espressive e tecniche che il linguaggio fotografico ha per narrare una storia. In tale ottica, Luciano Ferrara, uno dei più noti fotoreporter italiani, racconterà la sua esperienza e darà degli spunti per lavori originali.
Il cuore del corso sarà tenuto da Gianni Pinnizzotto, direttore dell’agenzia Graffiti di Roma, il quale da oltre trent’anni, è impegnato in questo settore, firmando numerosi reportages per i principali quotidiani e settimanali italiani.

Stage

Alla fine del corso di fotogiornalismo è previsto per i partecipanti uno stage di 2 mesi con l’agenzia Graffiti che fornirà ai partecipanti un tesserino di praticantato.
I migliori allievi, selezionati in base alla disponibilità ed alla qualità del lavoro fotografico, potranno diventare collaboratori esterni della Graffiti Press.
Il corso di fotogiornalismo si svolgerà a Napoli, presso la scuola di cinema Pigrecomme a partire da sabato 10 aprile 2010.

Leggi il programma completo.

Quasi terminato il cortometraggio degli allievi 2006/2007 della Scuola di Cinema Pigrecoemme

scuola-di-cinema.backstage-3Con un po’ di ritardo (ma noi siamo pazienti) i ragazzi del corso 2006/2007 stanno terminando la postproduzione del cortometraggio con cui si chiudono abitualmente i nostri corsi sul cinema.
Seguendo questo link verso Flickr potrete vedere una piccola galleria di foto di scena. La location della scena in questione è uno splendido chiostro fornitoci per l’occasione dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e per la quale ringraziamo particolarmente la professoressa Maria D’Ambrosio. Il cortometraggio di fine anno è, ogni volta, interamente realizzato dagli allievi: loro è il soggetto, loro la sceneggiatura, loro la regia, loro il montaggio. Ovviamente tutto nasce da attività laboratoriali e tutto viene svolto sotto la guida dei docenti della scuola che, mentre i ragazzi formano la troupe, svolge il ruolo della produzione. A differenza di quanto si possa pensare, il cortometraggio di fine anno non è un premio alla vanità artistica degli allievi, né un saggio finale, ma uno dei momenti, tutti ugualmente importanti, del percorso didattico lungo il quale si snoda il corso della Scuola di Cinema Pigrecoemme. I meccanismi secondo i quali funzionano una vera troupe ed una produzione vengono affrontati, in questo momento del corso, con la stessa cura con la quale si affrontano, durante le lezioni in aula, le basi teoriche della regia, del montaggio, della sceneggiatura e, in generale, del linguaggio dell’audiovisivo.

Ok, direte voi, ma di cosa parla questo cortometraggio? Per ora vi dico solo che si intitola “Come svanisce il fumo”, che racconta di un bambino un po’ spaventato e che dalle foto di scena ho appena ricavato il primo wallpaper “ufficiale” di Pigrecoemme 🙂 .

Espresso corto: laboratorio di regia alla Fnac

Quello che potete vedere qualche linea pixel più in basso è il cortometraggio realizzato ieri pomeriggio durante il laboratorio di regia che io e Rosario abbiamo tenuto secondo la nostra formula “Espresso Corto” alla Fnac di Napoli. In tre ore, dalle 15.00 alle 18.00 abbiamo, nell’ordine:

  • Parlato della Scuola di Cinema Pigrecoemme (beh, ci siamo presentati)
  • Fatto rapidamente conoscenza con i ragazzi intervenuti (tutti molto simpatici!), tra i quali una nostra ex allieva ed un’attrice del cast di Videopolis
  • Delineato a grandi linee il soggetto
  • Sghignazzato compitamente
  • Girato con un buon senso dell’improvvisazione un bel po’ di inquadrature, spiegando, mentre giravamo, come cercare di ottenere materiale buono per il montaggio (eh, le famose basi grammaticali)
  • Divertito gli avventori del negozio di Via Luca Giordano ed approfittato della gentilezza e della disponibiltà dello staff di Fnac
  • Sogghignato di gusto
  • Montato in diretta il tutto, mentre spiegavamo come allestire un minimo, ma funzionale banco di montaggio e come si usa un programma di editing non lineare, con l’ausilio di un laptop, un videoproiettore ed il fido Adobe Premiere Pro
  • Visionato il tutto
  • Riso sguaiatamente 🙂

Una formula, questa del corto in tre ore, che, se non permette di approfondire di certo le regole della regia o del montaggio, dà la possibilità di divertirsi un bel po’ mentre si fanno propri almeno alcuni meccanismi di base. Molto istruttivo, ad esempio, è osservare come Rosario, la cui velocità di pensiero è secondo me stupefacente in queste situazioni, riesca al montaggio a risolvere gli inevitabili problemi sui raccordi che ci si trova ad affrontare quando si gira senza storyboard. Notate ad esempio il raffinato ponte audio tra l’inquadratura con le tre ragazze al bar e quella, immediatamente successiva in ascensore (1′ 10”: Hai visto come ti guardava?…). Con quel trucchetto il buon Gallone è riuscito a non interrompere la fluidità del raccontino che sembrava, lì per lì, seriamente minacciata dall’assenza di buone inquadrature di raccordo. Ovviamente il video non è un capolavoro, ma non vuole esserlo. Quel che conta, durante un laboratorio “Espresso Corto” è la partecipazione attiva e l’intenso brain storming a cui è necessario sottoporsi per ottenere un découpage senza sbavature.

E’ appena partito il corso di fotografia

La classe di fotografiaSedici i ragazzi che hanno iniziato oggi il modulo A del corso di fotografia di Pigrecoemme, condotto da Luca Sorbo. Ne avremmo dovuti accettare massimo quindici, ma per colpa di un errore di chi scrive, il numero chiuso è saltato. Spero che nessuno si risenta per questo errore commesso in buona fede 😀

In realtà la saletta per le lezioni potrebbe contenere agevolmente anche un numero più elevato di allievi. Quel che verrebbe a mancare sarebbe la possibilità, da parte dei docenti, di seguire con attenzione il lavoro di tutti e noi non vogliamo assolutamente che un corso si riveli, per chi vi investe tempo, denaro e passione, qualcosa di men che piacevole, qualcosa di non istruttivo.

Le richieste per questo corso di fotografia hanno superato ogni aspettativa: con le persone che non abbiamo potuto accettare avremmo potuto aprire un’altra classe parallela, ma non abbiamo ancora avuto modo di vedere come incastrare questo ipotetico ed imprevisto corso nel calendario, fittissimo, delle nostre attività: seguite il sito o iscrivetevi alla newsletter (in fondo alla lista di corsi, nell’apposita pagina) se siete in spasmodica (!) attesa delle date d’inizio del prossimo corso.
Un successo, quindi, soprattutto se si pensa che pubblicizziamo questo corso quasi esclusivamente attraverso internet. Viene tuttavia da riflettere su come i corsi “avanzati” di fotografia organizzati da Pigrecoemme, quelli dedicati al reportage ed adatti a chi sappia già usare almeno un po’ la macchina fotografica non raccolgano mai molti iscritti: quale può essere la causa di questa scarsa affluenza? La collocazione settembrina troppo a ridosso dell’estate? o il fatto che coloro che si sentono già “advanced” non sono, in fondo, interessati a corsi tematici? Su, su, dateci feedback 😀

E intanto Giulio è appena tornato dall’ufficio postale: abbiamo spedito il trailer ed il materiale stampa che un distributore home video porterà con sé al MIPCON, ma questa è un’altra storia…