Lunedì inizia il corso di fotografia

Lunedì inizia il terzo corso di fotografia del ciclo 2008/2009. Un corso che continua ad essere molto richiesto e a darci molte soddisfazioni. Durante l’ultimo anno i nostri ex allievi sono stati da noi coinvolti in iniziative interessanti come La mia Napoli e L’Arte della Felicità. Altri hanno iniziato ad esporre in mostre collettive (Luca Ciriello presso la Pica Gallery) e personali (Davide De Luca al Caffé dell’Epoca). Gaetano Massa, un altro ex allievo, ha firmato, con Simona Ghizzoni e Simone Martinetto  il bel libro fotografico Nonostante la vostra cortese ospitalià edito da  Quinlan e curato da Claudio Marra.  Gabriella De Martino, invece, continua a Londra il suo percorso tra fotografia di moda e pura ricerca visiva.
Di seguito alcune foto scattate dall’allievo Salvatore di Stadio durante le prime esercitazioni dell’ultimo corso.


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Constatazione speculativa sul fatto che la fotografia tira.

Attraverso il suo sito internet Pigrecoemme si è sempre proposta principalmente come scuola di cinema (dal 2007 la dizione è cambiata in “Scuola di cinema e televisione”).  Animata da un gruppo di lavoro giovane, la nostra struttura non ha mai potuto, né voluto,  disinteressarsi all’impatto del digitale sui linguaggi visivi ed è per questo che, da circa tre anni ormai, Pigrecoemme ha iniziato a proporre corsi di fotografia che ora, oltre ad occuparsi delle basi estetiche, linguistiche e tecniche della “scrittura con la luce”, riserveranno al trattamento digitale delle immagini un intero modulo specifico.

Breve introduzione, questa, solo per poi lasciare qui una semplice constatazione in tre parti: alla presentazione di ieri sono intervenute molte più persone di quante prevedessimo (non bastavano le sedie); i log del sito rivelano sempre più spesso che qualcuno cerca su Google stringhe come “Pigrecoemme Fotografia” o “Corsi fotografia Pigrecoemme”; i corsi di fotografia raccolgono talmente tanti iscritti che ci capita di dover allestire classi separate, cosa questa che non avviene neanche con i corsi di regia che erano, mediamente, i più richiesti fino all’anno scorso.

Come mai, secondo voi, tra la gente la voglia di imparare il linguaggio della fotografia è più diffusa di quella di capire la sintassi del cinema? Solo perché, come talvolta dico a me stesso,  tutti hanno una macchina fotografica? Non mi sembra una rispsta convincente: in fin dei conti ormai (quasi) tutti hanno a casa non solo una telecamera, ma anche un banco di montaggio. Mi (ci) piacerebbe leggere qualche vostra idea sull’argomento nei commenti.

In tanto passo e chiudo, non prima però di segnalarvi il gruppo Fickr Napoli Fotografia  fondato da alcuni dei nostri ex allievi fotografi.
Sì, lo so, sarebbe stato paradossalmente bello se a fondare il gruppo su Flickr fossero stati gli ex allievi di montaggio o di sceneggiatura, ma non può sempre piegare la realtà al proprio perverso senso dell’umorismo.

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