Il cinema di Kubrick? Più grande della vita (e il nostro docente di Sceneggiatura spiegherà perché)

Domani, giovedì 20 dicembre, alle ore 18,00, presso la Mediateca Santa Sofia ci sarà la proiezione di Stanley Kubrick: A Life in Pictures di Jan Harlan.
Il documentario - l’emozionante avventura artistica del grande Stanley Kubrick - chiuderà il primo ciclo della bella rassegna Cinema al quadrato. il cinema che si racconta, a cura di Francesco Napolitano e Armando Andria. Il film, in versione originale con sottotitoli, sarà introdotto da Corrado Morra, presidente della Scuola di cinema Pigrecoemme, dove insegna Sceneggiatura.
L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti.

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Una rassegna sul documentario al PAN e i nuovi corsi di cinema di Pigrecoemme

Tutto pronto per i nuovi corsi di cinema e fotografia di Pigrecoemme che partiranno a gennaio: anche quest’anno sono previsti sia moduli bimestrali (tra cui i collaudati corsi di Regia, Sceneggiatura e Montaggio), sia semestrali, come il nuovo corso Filmaker, un percorso di 160 ore, che, a un prezzo scontatissimo, affronta tutti gli aspetti tecnici e teorici del cinema, coinvolgendo gli studenti nella produzione finale di un cortometraggio.
Ma, intanto, la nostra Scuola di cinema è impegnata anche nella realizzazione di un importante appuntamento culturale: si chiama Come eravamo, la rassegna sul documentario antropologico italiano che la FICC - Federazione italiana dei circoli del cinema, in collaborazione con Pigrecoemme, organizza dal 14 al 16 dicembre 2012, a Napoli, presso il PAN – Palazzo delle Arti e presso la nostra sede di Piazza Portanova.
L’interessante rassegna si colloca all’interno del corso di formazione annuale della FICC, la più longeva associazione di cultura cinematografica in Italia.
Ospite d’onore dell’evento - a cui hanno collaborato anche la Cineteca sarda e i circoli FICC Blackout e Porte Invisibili Media -, sarà il regista Luigi Di Gianni, uno dei maestri del cinema documentario italiano, il cui lavoro, anche grazie a preziose collaborazioni (tra tutte quella col grande Ernesto De Martino), rappresenta una delle punte di maggiore interesse della ricerca antropologica italiana attraverso il racconto audiovisivo.
Tra gli appuntamenti da non perdere, vi segnaliamo, sabato 15 dicembre alle ore 11,00 al PAN, la proiezione di Midnight Bingo del regista Antonio Longo, documentario, prodotto dallo stesso Longo in collaborazione con la Scuola di cinema Pigrecoemme (dove l’autore ha studiato Regia), che lo scorso anno si è aggiudicato il premio come migliore autoproduzione al Napoli Film Festival.

L’ingresso alle proiezione, così come l’iscrizione al corso di formazione sono gratuiti e aperti a tutti, fino a esaurimento posti.
Di seguito il programma.

Venerdì 14 dicembre, PAN Palazzo delle Arti di Napoli
Ore 12.00 Iscrizione al corso di formazione FICC (partecipazione gratuita e aperta a tutti).
Ore 15.30 Presentazione del corso. Interventi di Marco Asunis, Vincenzo Esposito, Pasquale Iaccio. Modera Diego Del Pozzo.
Ore 16.30 Omaggio a Luigi Di Gianni. Proiezione del documentario “La Madonna in cielo la “Matre” in terra” (2006, 53’) di Luigi Di Gianni. Incontro con il regista e dibattito.
Ore 18.00 Proiezione dei documentari di Vittorio De Seta “Lu tempu de li pisci spata” (1954, 11’), “Isole di fuoco” (1954, 11’), “Sulfarara” (1956, 10’). Presenta Francesco Napolitano (Mediateca Santa Sofia del Comune di Napoli).
Ore 19.00 Florestano Vancini e autori Fedic alla ricerca della realtà umana anni ’50 e ’60”, a cura di Paolo Micalizzi. Proiezioni: “Tre canne un soldo” (1954, 10’) di Florestano Vancini; “Uomini soli” (1959, 17’) di Florestano Vancini; “Uomini del Delta” (1964, 12’) di Medini, Bonetti, Ferretti, Micalizzi (Cineclub Fedic Ferrara); “Roccadoria” (1961, 15’) di Scanu, Fara, Bredo (Cineclub Fedic Sassari).

Sabato 15 dicembre, PAN Palazzo delle Arti di Napoli
Ore 11.00 Proiezione del documentario “Midnight Bingo” (2011, 27’) di Antonio Longo. Incontro con il regista. Presenta Corrado Morra, presidente della Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli.
Ore 15.30 Proiezione del documentario sul cinema di Luigi Di Gianni “La malattia dell’arcobaleno” (2006, 48’) di Simone Del Grosso, prodotto dal Circolo FICC Cinemaedarte e da Logic Film.
Ore 17.30 Presentazione del libro “Rapporto confidenziale. Luigi Di Gianni: cinema e vita”. Intervengono l’autore Enzo Lavagnini, Luigi Di Gianni, Pasquale Iaccio, Marco Asunis, Vincenzo Esposito. Modera Diego Del Pozzo.
Ore 19.00 Proiezione dei documentari di Luigi Di Gianni: “Magia lucana” (1958, 18’); “La punidura” (1959, 12’); “Il male di San Donato” (1965, 10’); “La potenza degli spiriti” (1968, 18’); “La Madonna del Pollino” (1971, 18’). Incontro con il regista e dibattito.

Domenica 16 dicembre, Scuola di cinema Pigrecoemme
Ore 11.00 Proiezione del documentario “La taranta” (1962, 18’) di Gianfranco Mingozzi. Presenta Paolo Micalizzi.
Ore 11.30 Un bilancio sui tre anni di corsi di formazione della FICC dedicati al documentario. Intervento conclusivo di Vincenzo Esposito.
Ore 13.30 Chiusura dei lavori.

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Prorogata fino al 2 luglio l’installazione di Leperino nella Sala del Toro Farnese

Visto il grande successo di pubblico, è stata prorogata fino a lunedì 2 luglio l’installazione di Christian Leperino nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
L’intervento - un paesaggio urbano di grandi dimensioni e di straordinario impatto visivo posizionato alle spalle del celeberrimo gruppo scultoreo - fa parte della personale di Leperino Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria a cura di Silvia Evangelisti, che prevede una seconda installazione nello Spazio mostre del Servizio educativo del Museo Archeologico, che si potrà vedere fino al 21 luglio 2012.
L’evento continuerà poi ad ottobre con la presentazione del catalogo della mostra, per i tipi della Paparo, che conterrà anche un testo critico di Corrado Morra, docente di Sceneggiatura di Pigrecoemme e, ancor più, con la proiezione di un documentario sull’intera operazione artistica di Leperino, prodotto da Pigrecoemme e diretto dal nostro Giacomo Fabbrocino.

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Christian Leperino - Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria

INAUGURAZIONE MOSTRA Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria

INAUGURAZIONE MOSTRA Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria

Giovedì 21 giugno alle ore 17.00, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, s’inaugura la mostra a cura di Silvia Evangelisti “Landscapes of Memory / Paesaggi della Memoria” dell’artista Christian Leperino, invitato dal Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei a proporre, all’interno di un ormai consolidato programma espositivo, un ulteriore incontro tra Antico e Contemporaneo.
La mostra è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
L’artista incontrerà la stampa e gli operatori del settore mercoledì 20 giugno alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Interverranno il Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Antonella Di Nocera, la curatrice Silvia Evangelisti.
Ecco il link alla segnalazione sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il video:

Nel mese di ottobre 2012 sarà presentato al pubblico un video documentario, a cura di Pigrecoemme Scuola di Cinema, sulle diverse fasi del progetto artistico e sulla sua poetica. La regia del video è del nostro docente Giacomo Fabbrocino. La fotografia è di Fabio Farinaro. Qui sopra alcune immagini tratte dal video ancora in lavorazione

Sala del Toro Farnese
All’origine dell’installazione – nata dalla riflessione sulla celebre affermazione di Sallustio, riferita ai miti greci, “Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre” – è l’idea di far rivivere il mito di Dirce e la tensione drammatica del gruppo marmoreo del Toro Farnese nello scenario di una periferia contemporanea, attraverso un grande dipinto rappresentante un paesaggio urbano, che ricopre l’intera parete alle spalle della “montagna di marmo”.
L’intento dell’artista è far dialogare archeologia classica e archeologia della metropoli, “sfondando” lo spazio chiuso della sala museale tramite la fuga prospettica dell’immagine dipinta.
Se il paesaggio urbano diventa così il luogo in cui il complesso scultoreo e la memoria del mito si caricano di una nuova e ambigua vitalità, di converso, il confronto con la scultura antica e il suo carico secolare di memorie stratificate rende evidente la natura autentica di quel desolato paesaggio contemporaneo e il suo essere innanzitutto un paesaggio della memoria.

Spazio Mostre Servizio Educativo
Anche il progetto per lo Spazio Mostre trae origine dalla riflessione sulla memoria, e in particolare dall’intreccio tra archeologia classica, archeologia industriale e “archeologia privata”.
Punto di partenza per l’artista è stato il fascino evocativo dei depositi del Museo, luogo deputato a custodire e trasmettere al futuro la memoria collettiva, con quegli ambienti sotterranei dall’organizzazione articolata e rigorosa: centinaia di scaffali e cassette con reperti ordinati e catalogati, tracce materiali della storia e della storia della produzione artistica dell’umanità.
Un altro luogo della memoria è per l’artista la periferia Est di Napoli, dove, nei pressi del porto di Vigliena, c’è una grande e storica centrale termoelettrica dismessa. All’interno di quest’affascinante architettura industriale, macchinari, mobilio e utensili vari, ai quali la polvere del tempo e il carico di memorie hanno conferito quasi un alone di sacralità, restano a testimoniare una trascorsa civiltà del lavoro. Un tempo luoghi e oggetti produttivi, oggi sospesi nel silenzio dell’abbandono, questi documenti di archeologia industriale vivono anch’essi come reperti.
Perciò l’artista ha deciso di portare al Museo Archeologico – grazie alla collaborazione della Tirreno Power – alcuni frammenti di quei luoghi, dei quali ha sentito forte il legame con la vita della città, con il suo recente passato, con la sua memoria collettiva, immaginando un’installazione artistica che fosse un possibile “interno” dei suoi dipinti di metropoli. E dentro alcuni degli arredi provenienti dalla centrale dismessa ha deciso di sigillare pezzi del suo archivio della memoria personale: oggetti che non ha mai mostrato, confronti con la materia e con le tecniche, tentativi ed esperimenti che sono serviti a tracciare una strada, a mettere a fuoco progressivamente e con fatica un linguaggio e una poetica. Appunti, schizzi, disegni, fotografie, fotocopie, filmati, audio: l’impalcatura della sua memoria e le fondamenta della sua identità.
Dentro, la memoria individuale, celata. Fuori, quella della città, esibita.

Biografia
Christian Leperino (Napoli 1979) nel suo percorso artistico dopo essersi dedicato alla ricerca sul corpo umano, da alcuni anni ha concentrato l’interesse sulla rappresentazione della metropoli, indagando il rapporto tra lo spazio della città e le vicende esistenziali dei suoi abitanti.
Il tema del paesaggio urbano, al quale s’intreccia la riflessione sul tempo e sulla memoria dei luoghi, ricorre nella sua produzione degli ultimi anni, come testimoniano le opere presentate in occasione di recenti esposizioni: Cityscape/12, alla 54a Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Tese di San Cristoforo, 2011; Human Escape, al MAC-Museu de Arte Contemporânea de Niterói, Rio de Janeiro, 2010; Cityscape, alla mostra Sistema Binario, presso la Stazione Ferroviaria di Mergellina, a Napoli, 2008 (l’opera, esposta all’interno di una grande lunetta dell’atrio, è diventata un’istallazione permanente).

Evento realizzato in collaborazione con:
Paparo Edizioni
Fonderia d’Arte 2000
MN Metropolitana di Napoli SpA
Tirreno Power
IPSCT Isabella d’Este
Pigrecoemme Scuola di Cinema, Televisione, Fotografia
Costantinopoli 104
Cantine Astroni
Al Paladino - Pasticceri dal 1969
Eduardo Tene Allestimenti
Mazzocca - Laboratorio d’innovazioni
Metronapoli S.p.A.

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Il cinema secondo Springsteen. Ecco il libro

Aggiunto il 17 giugno 2012:

Il libro sul rapporto tra il cinema e il Boss, in cui hanno scritto i nostri docenti e collaboratori Vincenzo Esposito, Diego Del Pozzo (curatori del volume) e Corrado Morra, è su IBS col 15% di sconto: €10.20 invece di 12 euro! Approfittatene!

Chiude questa sera al PAN - Palazzo delle arti di Napoli, con la doppia proiezione di Sentieri selvaggi di John Ford e Lupo solitario di Sean Penn la rassegna Il cinema secondo Springsteen.
L’evento, accolto da un caloroso e numerosissimo pubblico, è stato seguito con particolare attenzione anche dagli organi di informazione, come testimoniano gli ampi servizi sul Mattino, il Corriere del Mezzogiorno e La Repubblica, che gli ha dedicato anche una curiosa galleria fotografica.
Ricordiamo che l’occasione da cui ha preso le mosse la manifestazione è stata l’uscita dell’omonimo libro che per la prima volta indaga in maniera approfondita i rapporti tra il rocker del New Jersey e la Settima arte.
Il volume, a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito è pubblicato sotto il marchio Quaderni di Cinemasud per le edizioni Mephite.
Il libro, che inaugura una nuova collana editoriale, visionirock, diretta proprio da Del Pozzo e Esposito, presenta in apertura due lunghi saggi dei curatori, i quali si preoccupano di delineare i complessi e suggestivi rapporti tra l’intera carriera di Springsteen e il cinema. Il libro continua con due interventi di Antonio Tricomi sui videoclip di Springsteen e di Fabio Maiello sulle colonne sonore del musicista americano, e si conclude con un ampio e articolato saggio, Darkness on the edge of tune, di Corrado Morra, docente del Corso di Sceneggiatura di Pigrecoemme, che analizza, atrraverso un approccio iconologico, le copertine di tutti i dischi ufficiali del Boss.
Infine, è stata prorogata fino a domenica 3 giugno (ore 9,30 - 14,30) la bella mostra di locandine e manifesti springsteeniani Like a Vision, a cura dell’associazione Pink Cadillac Music.

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GAS Agenzia creativa - Episodio 1 della prima serie

Ecco la prima puntata della nuova serie web della Scuola di cinema televisione e fotografia Pigrecoemme, GAS – agenzia creativa.

Le cinque puntate saranno pubblicate una al giorno da lunedì 21 a venerdì 25 maggio.

Il format – la cui prima stagione prevede cinque puntate di sei minuti ciascuna – è nato lo scorso anno all’interno del corso di Scrittura televisiva di Pigrecoemme.
Alla sceneggiatura, coordinati dalla docente del corso Anna Coluccino, gli studenti Marco Ferrentino, Valerio Monda, Celeste Sabatino, Marco Sagliocchi, Paola Savinelli e Antonella Scotti. La regia è di Rosario Gallone.

La serie è una comedy che mette al centro degli eventi una sgangherata agenzia pubblicitaria, la GAS, alla cui guida c’è Greta (interpretata da Anna Coluccino), avvenente e tirannica direttrice, che cerca di spremere senza pietà ogni goccia di talento dai suoi improbabili collaboratori.
Eppure, non si sa come, tra stralunati brainstorming, slogan assurdi e divertenti campagne che avvilirebbero però qualunque cliente, la fumosa agenzia di creativi riesce ogni volta a sorprenderci, tirando fuori, alla fine, una pubblicità efficace e vincente.
Con Anna Coluccino, gli altri interpreti della serie sono Alessio Di Giulio Cesare, Roberta Frascati, Rosario Gallone e Fulvio Sacco.

La novità del format
L’elemento di maggiore novità del format risiede certamente nella formula: storia di un’agenzia pubblicitaria, infatti, ogni ciclo di puntate ruota intorno a una vera campagna di comunicazione.

Il Comune di Santa Maria a Vico protagonista della Prima stagione
In tal senso, la Prima stagione è dedicata a un tema sociale importantissimo: la raccolta differenziata.
Infatti, le cinque puntate ruotano intorno alla campagna di sensibilizzazione per il raggiungimento del 70% di rifiuti differenziati del Comune di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, uno dei più Paesi più virtuosi d’Italia, che fa parte dei cosiddetti “Comuni Ricicloni”, secondo la definizione di Legambiente.

“La nostra idea – spiega il Sindaco di Santa Maria a Vico, dott. Alfonso Piscitelli – era quella di raggiungere, in special modo, i giovani, perché siamo convinti che un corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti è soprattutto una questione di coscienza sociale e di educazione, ma anche di semplici abitudini quotidiane. E, allora – ci siamo detti – quale migliore occasione di incidere profondamente nel tessuto culturale dei nostri cittadini interloquendo, proprio con i più giovani, sul loro stesso terreno? Ovvero sulla comunicazione breve, internet e i social network.
“È così – aggiunge Ernesto Savinelli, assessore all’Ambiente, Ecologia, Gestione rifiuti – che abbiamo deciso di affidare la campagna di sensibilizzazione a un’azienda giovane, che ha una particolare attenzione tanto per gli audiovisivi, quanto per i New Media, qual è la Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli”.
Infatti, su incarico dell’Assessorato all’Ambiente, Ecologia, Gestione rifiuti del Comune di Santa Maria, Pigrecoemme è stata così chiamata a progettare la campagna pubblicitaria, che, oltre alle cinque puntate di GAS, ha previsto un manifesto, affisso in questi giorni per le strade del Comune.
Lo slogan del manifesto, realizzato in collaborazione con la Protezione Civile di Santa Maria a Vico e la Polisportiva “Gennaro Ruotolo”, recita “Sgombriamo il campo! Convocateci per il ritiro” e ci mostra una squadra di calcio di bambini, sulle cui spalle la sequenza dei numeri delle loro maglie forma il numero 0823 758256, ovvero il servizio telefonico che il Comune ha preposto per il ritiro dei rifiuti ingombranti.

La comunicazione virale
Prima ancora del varo online, la serie GAS – Agenzia creativa è stata anticipata da una comunicazione virale, la quale, oltre che su Facebook, ha viaggiato sul blog della GAS (questo l’indirizzo: http://gasagenzia.wordpress.com/), un blog attraverso cui la falsa agenzia di comunicazione promuoveva i suoi scalcagnati servizi.
È così che, ancor prima del lancio della serie, lo spazio web della GAS ha generato accese discussioni sul web e, raggiungendo in una settimana più di 25.000 contatti, si è imposto come un piccolo caso. Ad accendere le micce alcune parodistiche finte campagne pubblicitarie che, con linguaggio aggressivo e una grafica dilettantesca, reclamizzavano, ad esempio, tali “Officine Pontine”, sedicente negozio di pneumatici laziale, promosso con il raccapricciante claim “A rota di ruote?” e una foto di una anziana al volante, intenta ad iniettarsi eroina.
Ma più di tutto ha fatto discutere il video del finto suicidio di Umberto Bossi, in seguito alla vergogna per lo scandalo della vera inchiesta che lo vede indagato di peculato, al punto da essere, per diversi giorni, la notizia più cliccata su WordPress.

Chiaramente l’intento dell’operazione era creare attenzione attorno alla fantomatica GAS – Agenzia creativa, attenzione, che ora che il gioco è svelato, si riverserà sulla serie e sulla campagna sociale che, grazie al Comune di Santa Maria a Vico, essa promuove.

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Antonio Biasiucci alla Pigrecoemme

Aveva ragione Cesare de Seta, quando, già nell’84, aveva scorto la matrice e gli esiti poetici della ricerca lirica del fotografo Antonio Biasiucci in una certa idea di mondo che si riscontra, in modo esemplare, nella pittura di Giorgio Morandi. Biasiucci, infatti, tra i fotografi degli ultimi anni, è probabilmente, colui che, in maniera più radicale e ostinata, ha ragionato sulla forza sineddotica delle cose e dei particolari. Con risultati, come nel caso del pittore bolognese, di immensa suggestione visiva.

Che sia l’evanescenza di un riverbero o la rugosa potenza del magma, la pia baldanza della natura o l’iconico interrogativo di un ex voto, nel fotografo campano vive sempre una tensione spirituale, che chiede allo sguardo dello spettatore una dolorosa e coinvolgente partecipazione.

Biasiucci, infatti, oltre che grande fotografo, è soprattutto un artista straordinario, sincero e di rara onestà intellettuale, che ha cercato di leggere, con immutata curiosità, le mille narrazioni del mondo, premettendo sempre all’istanza ermeneutica il demone della poesia.

E’ anche per questo che siamo particolarmente orgogliosi di presentare un incontro-lezione che Antonio Biasiucci terrà alla Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme mercoledì 11 gennaio 2012, dalle 17,00 alle 19,00.

L’appuntamento, gratuito e aperto a tutti, sarà presentato da Luca Sorbo, curatore dei nostri Corsi di fotografia e da Corrado Morra.

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Riuscirò degli Ansiria: nuovo video e live set alla Pigrecoemme

Giovedì 22 dicembre 2011, alle ore 19,30 negli spazi della Scuola di cinema Pigrecoemme (a Napoli, in Piazza Portanova 11) Afrakà e Pigrecoemme promuovono un evento in occasione dell’uscita del videoclip Riuscirò nuovo singolo della rock band napoletana Ansiria, diretto dal regista Antonio Longo (vincitore del Napoli Film Festival 2011 per il miglior documentario autoprodotto). Le riprese hanno visto la partecipazione straordinaria di una leggenda del Neapolitan sound, Lino Vairetti, leader degli Osanna, e delle giovani attrici Camilla De Simone e Luna Chiucis.
L’incontro, oltre ad essere un’occasione per presentare al pubblico e agli addetti ai lavori il video, darà voce a quelle realtà indipendenti napoletane, che, con un interessantissimo sistema di continua sinergia artistica e operativa, consentono la realizzazione di prodotti audiovisivi di qualità.
La serata prevede, inoltre, un piccolo e intenso live set acustico degli Ansiria.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

All’evento interverranno, tra gli altri: gli Ansiria (Irvin Vairetti, Pasquale Capobianco, Andrea Paone e Antonio Di Costanzo); Lino Vairetti, per Afrakà; il regista Antonio Longo; Rosario Gallone, Giacomo Fabbrocino e Corrado Morra della Scuola di cinema Pigrecoemme, e Carmine Aymone, co-curatore della mostra “Rock” al PAN.

L’appuntamento inaugura una serie di date che, a partire da gennaio 2012, indagheranno, con live, proiezioni, dj set e incontri, le mille facce del rapporto tra musica e video. Tra i prossimi ospiti: Maurizio Capone & BungtBangt e, per la presentazione del videoclip Antarctic one, Stefano Maria Longobardi, Lucio Maria Lo Gatto e Lino Vairetti.
La serata è sponsorizzata da Mahela, distributore ufficiale delle cialde del caffè Passalacqua, che offrirà una tazza della famosa miscela napoletana al pubblico.

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Melting Zone Shot, ecco i vincitori

Melting Zone Shot, il concorso fotografico promosso da Pigrecoemme con l’organizzazione del Reggae Zone Festival, ha visto una partecipazione entusiasta di decine di fotografi e ha raccolto circa duecento scatti, una messe notevole di suggestioni, ipotesi, ragionamenti - in una parola - di “narrazioni”, sul tema della presenza degli stranieri nel territorio campano. E a scorrere l’intero portfolio, quello che viene fuori è una sorta di mappatura emotiva del melting pot contemporaneo, canovaccio per una ridefinizione della geografia umana dell’intera regione, da sempre terra che trova la sua più profonda identità come luogo di attraversamenti e di incontri.
Tanti gli spunti interessanti dei lavori arrivatici, tante le singole foto che, con forte sensibilità, si sono fatte carico di raccontare gli avvicinamenti, i disagi, i sogni, le istanze, ma pure le paure, le contraddizioni, di uomini e donne, che, in una quotidianità risicata, sovente fatta di piccole cose, affermano, già con la loro semplice, dignitosa presenza, l’idea stessa che non esista comunità che non sia definita, necessariamente, dall’incontro con l’altro.
Detto questo, è con piacere che annunciamo i vincitori.
Vince il concorso Melting Zone Shot, aggiudicandosi il primo premio (che consiste nell’iscrizione gratuita al Corso di Fotogiornalismo di Pigrecoemme, che si terrà nella primavera 2012), Renato Orsini con la foto Gruppo di famiglia - Quartieri spagnoli - Napoli, uno scatto che scruta, discreto e leggero, l’interno di una nuova famiglia napoletana, dove la luce definitiva alla foto è data da quel concerto di sorrisi straordinari delle tre protagoniste.

La foto vincitrice del concorso Melting Zone Shot

La foto vincitrice del concorso Melting Zone Shot

Il secondo premio va, invece, a Marco Menduri con la foto Florent - Napoli. Un portamento fiero, uno sguardo in macchina che è pura partecipazione, per un momento di felicità e serenità, forse caduco, ma non per questo meno sincero e coinvolgente.

La seconda classificata

La seconda classificata

Infine, il terzo premio è assegnato a Mauro Pagnano con lo scatto Salvio e Jie sposi - Maschio Angioino - Napoli, dove la più classica delle fotoricordo matrimoniali, è segnata dalla presenza esotica della sposa, segno giocondo di un’alterità che si fa, evidentemente, annuncio di fertile futuro.

La terza classificata

La terza classificata

Il secondo e il terzo classificato hanno diritto a un corso di Pigrecoemme a scelta tra quelli bimestrali di Regia, Sceneggiatura, Analisi del film o Fotografia digitale (modulo D), a partire dal primo gennaio 2012.
Oltre alle tre fotografie vincitrici, come da bando, la giuria presieduta dal professor Marino Niola, ha scelto altri sette scatti, che anch’essi saranno stampati in grande formato negli spazi del Reggae Zone Festival, a Napoli, presso l’Acciaieria sonora in Via Coroglio a Bagnoli, il giorno 23 luglio 2011. Tali fotografie sono state scattate dai seguenti partecipanti: Francesca Luisa De Caro, Ugo Di Fenza e Nino Gravino.
L’inaugurazione della mostra e la premiazione finale avverranno intorno alle ore 20,30 del 23 luglio al Reggae Zone Festival, presso l’Acciaieria sonora.
Ma le righe finali di questo post non possono che essere impiegate, oltre che per ringraziare Marcella Buccino, direttrice artistica del Reggae Zone Festival, per salutare con affetto tutti i partecipanti del concorso e, non di meno, tutti coloro che sono stati ritratti da queste foto.  E’ al loro entusiasmo e alla loro attenzione, artistica e umana, che il concorso Melting Zone Shot deve infatti il suo piccolo, prezioso successo.

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io. identità opposte. Una mostra fotografica sull’autoritratto

Dalle ore 18 di giovedì 24 marzo fino a venerdì 22 aprile 2011, gli spazi di Pigrecoemme tornano ad essere galleria, con la mostra io. identità opposte, a cura di Luca Sorbo, docente dei corsi di Fotografia di Pigrecoemme, e di chi scrive, che raccoglie cinquantasei autoritratti di ventotto giovani fotografi napoletani, che si interrogano sulle certezze e le incertezze della rappresentazione di sé ai tempi del digitale.

Nei giorni successivi all’inaugurazione la mostra sarà visitabile, fino al 22 aprile, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13,30 e dalle 15 alle 17,30.

Di seguito, alcuni degli spunti critici da cui la mostra ha preso le mosse.

Dobbiamo a Victor I. Stoichita, e al suo bellissimo Breve storia dell’ombra, il ritorno, nell’ordine del discorso contemporaneo, del tema dell’autoritratto come uno dei motivi fondamentali della cultura occidentale, sorta di cartina di tornasole dell’idea che, nella rappresentazione di sé, ci sia necessariamente la rappresentazione del proprio mondo e che, siffatta rappresentazione, ragioni, inevitabilmente, sempre con la finitezza di tale mondo. Autoritratto come pensiero del limite, perché l’autorappresentazione  avrebbe in sé sempre il ricordo dell’ombra, di quel gesto primigenio e fondante, cioè, in cui, sul solco umbratile del sé (dove la mano si muove sull’analogia dell’ombra), si disegna la storia dell’arte e la si intreccia, punto dopo punto, col tema della morte. Che è sempre la propria morte. L’analogia tra ombra e se stessi, allora. Anzi, tra ombra e rappresentazione di sé.
Ora, l’analogia stabilisce un rapporto di similitudine tra due o più modelli. E basta un punto analogico, alla Filosofia, per supporre che ce ne siano altri, cosa che può spingerci a ipotizzare che, tra modelli analoghi, possa esistere sempre una vera e propria coincidenza identitaria.
È analogico, per definizione, ciò che non è numerabile, e l’opposto di analogico è digitale, parola determinante della nostra modernità, che la Matematica ci indica come un insieme finito di elementi.
Il lavoro di trasformazione da analogico a digitale si chiama, com’è noto, digitalizzazione, che, allora, è sempre un’approssimazione tassonomica dell’esistente, una riproduzione-rappresentazione che, per esistere (meglio: per far esistere) presuppone una semplificazione del segnale, cioè del rappresentato, che, in quanto analogico, è intrinsecamente non numerabile, ovvero potenzialmente infinito. Quindi, il digitale ha in sé l’idea del finito.
Ma, da quando nei sistemi di rappresentazione visiva è subentrata la centralità assoluta dell’immagine digitale, in ambito estetico, il senso di questa finitezza è o non è un’ipotesi di discorso cosciente? In altre parole, fino a che punto l’immagine digitale sa (conosce, racconta, concettualizza…) la sua natura finita?
E nel mondo della fotografia? Che cosa ci dice il passaggio epocale dall’immagine analogica (un numero di punti infinito) all’opposta immagine digitale (un’insieme chiuso di ipotesi)? E, spingendoci oltre, che cosa una fotografia digitale inevitabilmente rivelerebbe di sé, se non prima di tutto il proprio destino di discorso omologato (ovvero, etimologicamente discorso permesso in quanto discorso già fatto nel correlativo analogico, quasi un modello platonico ) sotto il giogo del pixel? E se questa tirannia dell’omologazione al finito investisse la propria rappresentazione? Non si arriverebbe al paradosso che, nel profilo sottile dell’ombra – come da Plinio il vecchio in poi ci è stato narrato – ci sarebbe maggiore libertà che in qualsiasi, perfettamente riproducibile, immagine digitale?

A questo punto, un’immagine digitale diventerebbe il campo di battaglia su cui, ogni volta, si mette in gioco la ricostruzione completa dell’esistente (avete presente Tron?). In tal senso, un autoritratto digitale si tramuta in una massacrante tenzone per la definizione dell’io, non solo contro la paura dell’omologazione, ma proprio come polemos tra l’idea di sé e il suo opposto numerabile (e finito) il sé digitale…
(Corrado Morra)

Di seguito i nomi dei fotografi che hanno cercato con passione di rispondere a tali quesiti o, più semplicemente, di divertirsi un po’. A tutti loro il nostro grazie: Silvia Bellio, Claudia Biancardi, Vittoria Boccia, Giuliana Borrelli, Viola Bufano, Alma Carrano, Sabrina Cirillo, Livia Cosenza,
Paola Cundari, Enrico De Luca, Giusi De Luca, Rosalinda Falco, Valeria Ferraro, Paola Finale, Valentina Fraioli, Stefania Furbatto, Sofia Giordano, Martina Ippolito, Eleonora Ivagnes, Fabia Lonz, Carla Manno, Serena Mastroserio, Daniela Persico, Daniele Rippa, Pepe Russo, Linda Russomanno, Loreto Terranova, Gianni Valentino.

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