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	<title>Commenti a: Si conclude con Ugo Gregoretti &#8220;I film della mia vita&#8221;. Grande successo di pubblico</title>
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	<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 03:43:36 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Beth A. Barnett</title>
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		<dc:creator>Beth A. Barnett</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 20:47:37 +0000</pubDate>
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		<description>Hello! I see a reference to my website and artwork. I Wish I could read what is written here! My Regards</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hello! I see a reference to my website and artwork. I Wish I could read what is written here! My Regards</p>
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		<title>Di: Corrado Morra</title>
		<link>http://www.pigrecoemme.com/blog/si-conclude-con-ugo-gregoretti-i-film-della-mia-vita-grande-successo-di-pubblico/#comment-31</link>
		<dc:creator>Corrado Morra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 08:57:39 +0000</pubDate>
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		<description>Un aneddoto ce l'ho pure io. Appena prima dell'incontro col pubblico del Pan, gli amici della Mediateca,insieme alla nuova direttrice artistica di Palazzo delle arti, la tedesca Julia Draganovic, e alla dirigente Marina Vergiani, mi chiedono di accompagnare Gregoretti in una breve visita alla mostra in atto al Pan, Bellezza pericolosa. Ennesima esposizione in franchising, come amo dire, nata vecchia e portata a Napoli già in agonia (e poi finita a randellate dai pochi innesti nuovi rispetto al pacchetto chiuso: un paio di cose, per esempio, scontate e debolissime di Anna Fusco che era meglio lasciare nell'iperuranio dei lavoretti da saggio finale di Educazione tecnica di terza media, quelli solo immaginati, sia chiaro, perché, pure lì, ti fermeresti un attimo e, dall'alto dei tuoi bei dodici anni, ti saresti detto: va' be', l'ho pensata, ma ora che la faccio a fare 'sta scemata?) e che sciorina senza talento e ancor meno ironia il solito temino su quanto è mistificatoria e perigliosa l'idea di bellezza ai tempi del consumismo massmediologico. La banalità da dove si muove da anni Oliviero Toscani per intenderci. Ma con ben altra forza di comunicazione. Qualche eccezione c'è. Come due bellissimi busti in cera dell'artista newyorchese Beth Bee ( www.bethbee.com ). Così chiedo a Ludovica Muscettola del Pan, che con garbo e competenza ci accompagna fino in fondo nel percorso espositivo, se possiamo accompagnarvi Gregoretti saltando i soliti video da dilettanti disseminati qui e lì per ogni mostra e una ridicola animazione in 3d. Prima, però - e, abbiate pazienza, eccolo l'aneddoto - Gregoretti viene accompagnato davanti alla solita necrofila installazione della solita mortifera e ultranoiosa Orlan (probabilmente l'artista che, a dispetto delle apparenze, ha le tracce più basse di ironia di ogni tempo): la solita sequenza di foto tessere prima, dopo e durante le operazioni di bruttezza, innesti ossei e morphing digitali dove si osa l'orrorifica crasi di dissolvenze con il leggiadro 
Botticelli.
Siamo tutti intorno a Gregoretti come uno stuolo di assistenti à la dottor Guido Tersilli medico della mutua, quando il silenzio della contemplazione è rotto da una voce che osa: "Le piace Orlan, maestro?" Come fosse Chopin. La tentazione di rispondere con la perplessità di un altro Alberto Sordi, quello sordo ai richiami delle mirabilia del ceontemporaneo è 
forte, ma Gregoretti - perfettamente compìto nel suo perfetto blazer blu a quadri ampi e una delle sue duecento cravatte di un tocco di rosso ruggine e losanghe bianche, trattiene il commento e rotea gli occhi, leggermente all'insù. Nel gesto di chi, non dicendo, dice tutto.
Intanto, come l'Ansa ha ripreso e come lo stesso Gegoretti aveva prima dichiarato ad Alessandro Chetta del "Corriere del Mezzogiorno" e poi ripetuto in sala Giunta davanti al sindaco, il regista romano, in risposta al "notevole e necessario lavoro di investigazione di Saviano" (sono parole sue), vorrebbe girare un documentario su Napoli, ma, "seppure in 
maniera faziosa", solo sulle cose belle e buone della città. Utopia? Un'operazione gratuita? Peggio, Pericolosa? O necessaria?
E voi che cosa ne pensate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un aneddoto ce l&#8217;ho pure io. Appena prima dell&#8217;incontro col pubblico del Pan, gli amici della Mediateca,insieme alla nuova direttrice artistica di Palazzo delle arti, la tedesca Julia Draganovic, e alla dirigente Marina Vergiani, mi chiedono di accompagnare Gregoretti in una breve visita alla mostra in atto al Pan, Bellezza pericolosa. Ennesima esposizione in franchising, come amo dire, nata vecchia e portata a Napoli già in agonia (e poi finita a randellate dai pochi innesti nuovi rispetto al pacchetto chiuso: un paio di cose, per esempio, scontate e debolissime di Anna Fusco che era meglio lasciare nell&#8217;iperuranio dei lavoretti da saggio finale di Educazione tecnica di terza media, quelli solo immaginati, sia chiaro, perché, pure lì, ti fermeresti un attimo e, dall&#8217;alto dei tuoi bei dodici anni, ti saresti detto: va&#8217; be&#8217;, l&#8217;ho pensata, ma ora che la faccio a fare &#8217;sta scemata?) e che sciorina senza talento e ancor meno ironia il solito temino su quanto è mistificatoria e perigliosa l&#8217;idea di bellezza ai tempi del consumismo massmediologico. La banalità da dove si muove da anni Oliviero Toscani per intenderci. Ma con ben altra forza di comunicazione. Qualche eccezione c&#8217;è. Come due bellissimi busti in cera dell&#8217;artista newyorchese Beth Bee ( <a href="http://www.bethbee.com" >http://www.bethbee.com</a> ). Così chiedo a Ludovica Muscettola del Pan, che con garbo e competenza ci accompagna fino in fondo nel percorso espositivo, se possiamo accompagnarvi Gregoretti saltando i soliti video da dilettanti disseminati qui e lì per ogni mostra e una ridicola animazione in 3d. Prima, però - e, abbiate pazienza, eccolo l&#8217;aneddoto - Gregoretti viene accompagnato davanti alla solita necrofila installazione della solita mortifera e ultranoiosa Orlan (probabilmente l&#8217;artista che, a dispetto delle apparenze, ha le tracce più basse di ironia di ogni tempo): la solita sequenza di foto tessere prima, dopo e durante le operazioni di bruttezza, innesti ossei e morphing digitali dove si osa l&#8217;orrorifica crasi di dissolvenze con il leggiadro<br />
Botticelli.<br />
Siamo tutti intorno a Gregoretti come uno stuolo di assistenti à la dottor Guido Tersilli medico della mutua, quando il silenzio della contemplazione è rotto da una voce che osa: &#8220;Le piace Orlan, maestro?&#8221; Come fosse Chopin. La tentazione di rispondere con la perplessità di un altro Alberto Sordi, quello sordo ai richiami delle mirabilia del ceontemporaneo è<br />
forte, ma Gregoretti - perfettamente compìto nel suo perfetto blazer blu a quadri ampi e una delle sue duecento cravatte di un tocco di rosso ruggine e losanghe bianche, trattiene il commento e rotea gli occhi, leggermente all&#8217;insù. Nel gesto di chi, non dicendo, dice tutto.<br />
Intanto, come l&#8217;Ansa ha ripreso e come lo stesso Gegoretti aveva prima dichiarato ad Alessandro Chetta del &#8220;Corriere del Mezzogiorno&#8221; e poi ripetuto in sala Giunta davanti al sindaco, il regista romano, in risposta al &#8220;notevole e necessario lavoro di investigazione di Saviano&#8221; (sono parole sue), vorrebbe girare un documentario su Napoli, ma, &#8220;seppure in<br />
maniera faziosa&#8221;, solo sulle cose belle e buone della città. Utopia? Un&#8217;operazione gratuita? Peggio, Pericolosa? O necessaria?<br />
E voi che cosa ne pensate?</p>
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		<title>Di: Carmen</title>
		<link>http://www.pigrecoemme.com/blog/si-conclude-con-ugo-gregoretti-i-film-della-mia-vita-grande-successo-di-pubblico/#comment-30</link>
		<dc:creator>Carmen</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 20:26:20 +0000</pubDate>
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		<description>Anche io ieri ero lì, ed è stato molto interessante. 
Lo rifarete?
Ciao a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io ieri ero lì, ed è stato molto interessante.<br />
Lo rifarete?<br />
Ciao a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: ziogiafo</title>
		<link>http://www.pigrecoemme.com/blog/si-conclude-con-ugo-gregoretti-i-film-della-mia-vita-grande-successo-di-pubblico/#comment-29</link>
		<dc:creator>ziogiafo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 19:57:05 +0000</pubDate>
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		<description>Grande successo ieri al PAN di Napoli per la serata conclusiva della rassegna “I film della mia vita” in compagnia di Ugo Gregoretti. Questi quattro incontri hanno avuto una costante   secondo me: “l’enorme interesse del pubblico” (me compreso). Ogni serata è stata seguita da una platea attenta e per tutta la durata quasi in religioso silenzio, vivendo questo evento come un fatto innovativo, almeno per Napoli. La cultura attraverso il cinema come fonte di conoscenza… è stata proposta questa volta in maniera intelligente, i suggestivi momenti che sono scaturiti dai racconti e dalle esperienze degli “addetti ai lavori” invitati, hanno fatto da stupenda cornice alla visione dei vari stralci dei loro film prescelti. Una bella idea che ha riscosso nei fatti un meritato successo… Una stretta di mano anche ai conduttori che sono stati molto bravi nel presentare e gestire gli ospiti con discrezione e professionalità. Il muro dell’indifferenza si può abbattere quando l’impegno e la passione sono tali da  permetterci di raggiungere  risultati del genere…(anche con molta fatica… me ne rendo conto). Mi auguro che sulla scia di questo importante risultato la cultura cinematografica abbia una quotidianità nella nostra Napoli con opportunità e spazi, penso per esempio alla Città della Scienza  magari con le idee e le risorse di Pigrecoemme.

Grazie a tutti e alla prossima!

Cordialmente
ziogiafo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo ieri al PAN di Napoli per la serata conclusiva della rassegna “I film della mia vita” in compagnia di Ugo Gregoretti. Questi quattro incontri hanno avuto una costante   secondo me: “l’enorme interesse del pubblico” (me compreso). Ogni serata è stata seguita da una platea attenta e per tutta la durata quasi in religioso silenzio, vivendo questo evento come un fatto innovativo, almeno per Napoli. La cultura attraverso il cinema come fonte di conoscenza… è stata proposta questa volta in maniera intelligente, i suggestivi momenti che sono scaturiti dai racconti e dalle esperienze degli “addetti ai lavori” invitati, hanno fatto da stupenda cornice alla visione dei vari stralci dei loro film prescelti. Una bella idea che ha riscosso nei fatti un meritato successo… Una stretta di mano anche ai conduttori che sono stati molto bravi nel presentare e gestire gli ospiti con discrezione e professionalità. Il muro dell’indifferenza si può abbattere quando l’impegno e la passione sono tali da  permetterci di raggiungere  risultati del genere…(anche con molta fatica… me ne rendo conto). Mi auguro che sulla scia di questo importante risultato la cultura cinematografica abbia una quotidianità nella nostra Napoli con opportunità e spazi, penso per esempio alla Città della Scienza  magari con le idee e le risorse di Pigrecoemme.</p>
<p>Grazie a tutti e alla prossima!</p>
<p>Cordialmente<br />
ziogiafo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giacomo Fabbrocino</title>
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		<dc:creator>Giacomo Fabbrocino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 16:41:57 +0000</pubDate>
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		<description>Mediateca Santa Sofia Has It.
E, a meno che non sia stato replicato qualche anno dopo, lo vidi in TV nel '77. Ero già teledipendente allora :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mediateca Santa Sofia Has It.<br />
E, a meno che non sia stato replicato qualche anno dopo, lo vidi in TV nel &#8216;77. Ero già teledipendente allora :)</p>
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		<title>Di: Fringe</title>
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		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 16:39:32 +0000</pubDate>
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		<description>prego... 
dove e come l'avrai (ri) visto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>prego&#8230;<br />
dove e come l&#8217;avrai (ri) visto?</p>
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		<title>Di: Giacomo Fabbrocino</title>
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		<dc:creator>Giacomo Fabbrocino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 16:35:45 +0000</pubDate>
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		<description>Io anche (sono del 1974) rimasi spaventato a morte quando, da piccolissimo, vidi "le uova fatali". Non dormii per notti e notti. L'ho rivisto solo pochi giorni fa e, con meraviglia, ho scoperto che lo stile con cui è girato è, in fondo, quello della commedia.

P.S. Fringe, grazie di essere passato ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io anche (sono del 1974) rimasi spaventato a morte quando, da piccolissimo, vidi &#8220;le uova fatali&#8221;. Non dormii per notti e notti. L&#8217;ho rivisto solo pochi giorni fa e, con meraviglia, ho scoperto che lo stile con cui è girato è, in fondo, quello della commedia.</p>
<p>P.S. Fringe, grazie di essere passato ;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Fringe</title>
		<link>http://www.pigrecoemme.com/blog/si-conclude-con-ugo-gregoretti-i-film-della-mia-vita-grande-successo-di-pubblico/#comment-24</link>
		<dc:creator>Fringe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 16:28:31 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ha divertito il tuo ricordo de "le uova fatali".
Forse siamo quasi coetanei. 
Anche io ricordo il "making of"  trasmesso  solo per tranqulizzare i telespettatori e la lega protezione animali circa le sorti di alcuni polli che gregoretti preciso' essere stati uccisi dal beccaio e non dalla rai..
Ricordo anche che le uova fatali mi spavento' almeno quanto belfagor.
Buon lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha divertito il tuo ricordo de &#8220;le uova fatali&#8221;.<br />
Forse siamo quasi coetanei.<br />
Anche io ricordo il &#8220;making of&#8221;  trasmesso  solo per tranqulizzare i telespettatori e la lega protezione animali circa le sorti di alcuni polli che gregoretti preciso&#8217; essere stati uccisi dal beccaio e non dalla rai..<br />
Ricordo anche che le uova fatali mi spavento&#8217; almeno quanto belfagor.<br />
Buon lavoro.</p>
]]></content:encoded>
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