Situazione Critica #12 – Storia di una colonizzazione: da Steamboat Willie a Disney+

Situazione Critica #12 - Storia di una colonizzazione: da Steamboat Willie a Disney +

Il dodicesimo appuntamento di Situazione Critica – l’iniziativa della scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli cominciata a maggio 2018 – si terrà mercoledì 18 dicembre 2019 a partire dalle 11:00 e sarà l’occasione per presentare Un comandante alla corte di Walt Disney. La carriera di Roberto de Leonardis leggenda del doppiaggiopubblicato dalle Edizioni Croce. Ne parlerà, con Rosario Gallone, l’autore: Nunziante Valoroso.

Steamboat Willie, del 1928, è considerato il debutto pubblico di Mickey Mouse.

Uno dei temi scottanti, parlando di impero Disney, è sempre stata la colonizzazione dell’immaginario. Oggi, con l’acquisizione degli universi Star Wars e Marvel, della Fox e con l’approdo nel panorama degli OTT (Over the Top) con Disney +, la colonizzazione sembra essersi fatta più aggressiva, quasi a voler fare terra bruciata dei concorrenti. Uno degli espedienti migliori per radicarsi globalmente è sempre stato controllare ogni fase del processo, non solo produttivo, ma anche distributivo, compreso l’adattamento in ogni paese. Una cosa, tanto per intenderci, che nell’ “altro cinema” faceva Stanley Kubrick. Non è quindi un caso che Roberto De Leonardis sia stato l’adattatore di fiducia sia della Disney (e amico di Walt) che di Kubrick di cui ha adattato Spartacus, Barry Lindon, Arancia meccanica, 2001 Odissea nello spazio. Di questa figura importantissima del cinema, di cui, tuttavia, si sa poco, ci parlerà Nunziante Valoroso che per la Royfilm, fondata da Roberto De Leonardis, lavora.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della  Regione Campania.

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Situazione Critica #11: La rappresentazione del lavoro al cinema

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L’undicesimo appuntamento di Situazione Critica – l’iniziativa della scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli cominciata a maggio 2018 – si terrà mercoledì 11 dicembre 2019 a partire dalle 11:00 e sarà l’occasione per presentare La dissolvenza del lavoro – Crisi e disoccupazione attraverso il cinemapubblicato per i tipi della Ediesse. Ne parlerà, con Rosario Gallone, l’autore Emanuele Di Nicola.

la dissolvenza del lavoro
La dissolvenza del lavoro. Crisi e disoccupazione attraverso il cinema Copertina flessibile –
di Emanuele Di Nicola

Il primo dei dieci film proiettati il 28 dicembre 1895 al Salon indien du Grand Café di Boulevard des Capucines a Parigi, fu La Sortie de l’usine Lumière. La storia del cinema, quindi, ha avuto inizio con la rappresentazione del lavoro. Anzi: con la mise en abîme del lavoro (la rappresentazione della fabbrica di proprietà degli inventori del cinema).
La sortie apparteneva al catalogo delle tranches de vie e questa caratteristica ha sempre contraddistinto il cinema, i film che di lavoro si sono occupati. Da Fronte del porto di Elia Kazan a Tuta blu di Paul Schrader negli USA, passando attraverso I compagni di Mario Monicelli, il cinema che ha rappresentato il lavoro ha sempre mirato al realismo dell’approfondimento tematico, anche quando sceglieva vie formali diverse come il fantascientifico Omicron di Ugo Gregoretti o il surreale La classe operaia va in paradiso di Elio Petri.
Oggi, però, il lavoro è altro: si è polverizzato in mille tipologie, quasi nessuna prevista a tutela del lavoratore, il quale soffre una condizione ormai paraschiavistica, di continuo ricatto. Con la fine del lavoro è tramontata anche la lotta di classe e ha lasciato il posto a una lotta intra/classe che fa vittime solo tra gli ultimi.
Chi è riuscito a raccontare il lavoro nel passaggio tra queste diverse fasi è l’irriducibile Ken Loach, cui negli ultimi anni si sono affiancati i fratelli Dardenne dal Belgio e il francese Stephan Brizé, col suo disilluso dittico La legge del mercato e In guerra.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania.

Situazione Critica #9: Poi dice che uno si butta a sinistra – i sovranismi sullo schermo

i sovranismi sullo schermo situazione critica 9

Il nono appuntamento di Situazione Critica – l’iniziativa della scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli cominciata a maggio 2018 – si terrà sabato 23 novembre 2019 a partire dalle ore 16:30 e sarà l’occasione per presentare il libro Lo specchio Nero – I sovranismi sullo schermo dal 2001 a oggi, firmato dal micro-collettivo Dikotomiko e pubblicato da DOTS Edizioni.
Ne parlerà – con Rosario Gallone – Massimiliano Martiradonna, uno dei componenti di Dikotomiko.

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Per Io Donna Pigrecoemme è tra le 5 migliori scuole di cinema italiane

PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANE

Siamo sempre contenti quando, più o meno direttamente, vengono riconosciuti i risultati raggiunti da Pigrecoemme attraverso un lavoro costante fatto di passione e sacrifici. Stavolta, tuttavia, la segnalazione, che ci è giunta inaspettata perché davvero non ne sapevamo niente, ci riempie maggiormente di orgoglio. E per più di un motivo.

PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANESul numero 14 di Io Donna, rivista del Corriere della sera, uscito sabato 6 aprile, in un pezzo a firma Paola Casella, c’è un box in cui vengono indicate cinque eccellenti scuole di cinema italiane. Accanto a enti formativi prestigiosi quali la scuola Zelig di Bolzano, Luchino Visconti di Milano, il CSC e la Gian Maria Volontè di Roma, figura Pigrecoemme.

Per noi è un riconoscimento autorevole e prezioso. E questa attestazione di stima e credito ci inorgoglisce ancora di più in quanto inserita all’interno di un articolo che si occupa delle donne nel cinema. Argomento sul quale ci battiamo da tempo. Pigrecoemme è un luogo in cui l’unica discriminante che viene considerata ai fini dell’inserimento lavorativo è la passione per il lavoro e la competenza. Questioni di gender, di razza e di orientamento sessuale, che pure vanno affrontate, perché nel mondo fuori esistono, alla Pigrecoemme contano quanto il colore dei capelli o l’apprezzamento delle verdure: niente. PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANE

 

Non ci giriamo intorno: se dovessimo calcolare quanti, tra ex allievi ed ex allieve, sono oggi impiegati stabilmente nel comparto audiovisivo, la bilancia penderebbe nettamente a favore delle seconde. E di atteggiamenti, anche inconsciamente discriminatori, ne hanno dovuti affrontare pure durante i corsi. Atteggiamenti che abbiamo stigmatizzato, corretto. Perché riteniamo che una scuola, qualsiasi scuola, prima che lavoratori competenti debba “licenziare” persone, individui, cittadini del futuro. E alla Pigrecoemme vogliamo che il futuro sia migliore di questo presente.

PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANE

Lo sport preferito dall’uomo – Un’analisi di Francesca Eboli

Lo sport preferito dall'uomo

Siamo sempre orgogliosi di pubblicare un’analisi di un/una partecipante al corso di Analisi e Critica. Francesca Eboli ha analizzato uno dei film meno famosi di Howard Hawks e lo ha fatto in modo preciso e puntuale. Buona lettura.

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