Le 10 migliori scene di ballo del cinema

film-balloCorre l’obbligo di una precisazione. Il musical, secondo una definizione ricorrente, ma che riportiamo letteralmente dal sito della Treccani, è un “genere di spettacolo teatrale, misto di prosa, musica, canzoni e balletti, nato negli ultimi decenni del secolo 19° in Gran Bretagna e, quasi contemporaneamente, negli Stati Uniti d’America, dove, per gli sviluppi strutturali e il sempre crescente successo di pubblico, ha guadagnato importanza primaria nell’ambito dell’intrattenimento teatrale ed enorme popolarità come genere cinematografico”. Non vi appartengono, pertanto, neanche le opere rock come Jesus Christ Superstar che mancano di parti in prosa. Le scene che abbiamo scelto per la nostra playlist, però, sono le migliori, o più memorabili, scene di ballo tratte da film che non siano da considerarsi musical, in cui, quindi, i personaggi o alcuni dei personaggi ballano perché la storia, la trama lo prevede. Che inizino le danze!

1 – La febbre del sabato sera di John Badham

La colonna sonora dei Bee Gees, il completo bianco con camicia nera hanno reso La febbre del sabato sera un cult di superficie, mentre si tratta di un film profondamente calato nel suo tempo e, a suo modo, politico. Un po’ la stessa sorte toccata ad un’opera coeva ovvero Rocky. La pista è per Tony Manero quel che il ring è per Balboa: il luogo del riscatto sociale. E Tony, come Rocky, è il sottoproletario che ce la fa. O quasi. Pablo Larraìn ne ha colto la giusta collocazione mitopoietica nel suo, nomen omenTony Manero.

2 – Dirty Dancing di Emile Ardolino

Il ballo come rito di passaggio, come strumento di liberazione anche sessuale. Il cinema è così pervasivo che a volte, come in questo caso, il fenomeno è costituito anche da pellicole sostanzialmente mediocri, ma capaci di catturare l’immaginazione e formare l’immaginario. “Nessuno può mettere Baby in un angolo” può figurare è accanto a “Francamente me ne infischio” o “Nessuno è perfetto” in un’ipotetica galleria di battute celebri, mentre la famosa presa finale è stata parodiata/omaggiata in Il lato positivo.

3 – Footloose di Herbert Ross

Film più teorico di quanto si creda. Un paese che è anche una dimensione distopica in cui il ballo è proibito. L’arrivo dello straniero ballerino porterà scompiglio, ma anche liberazione. I titoli di testa scorrono su immagini metonimiche delle propaggini ballerine, i piedi. Piedi con personalità, piedi che raccontano la storia di chi resta fuori campo, come nel futurista Amor pedestre di Marcel Fabre.

4 – Il Gattopardo di Luchino Visconti

Uno dei pochi balli cinematografici che non rappresentano rivoluzione, liberazione o riscatto, anzi. La fine di un’epoca, di una classe sociale è magistralmente rappresentata in questa lunga scena (un terzo del film) che simboleggia il perpetuarsi di antiche formalità, svuotate del loro senso più profondo. Ciò che, di lì a poco, avverrà alla classe politica dominante.Qui si palesò l’aristocratico e nostalgico Visconti che si spogliava delle sue vesti artatamente comuniste e proletarie.

5 – Pane, amore e… di Dino Risi

Poche scene di ballo, forse, rappresentano, sinestesicamente, la seduzione come questa. Non è solo il maresciallo Carotenuto ad essere obnubilato dalle conturbanti movenze di Sofia la “smargiassa”, non è solo Nicolino ad essere ingelosito e provocato. Lo siamo tutti noi spettatori colpiti ai e dai fianchi “scossi” di questo Mambo italiano.

6 – Flashdance di Adrian Lyne

Un tema classico: la povera ragazza senza mezzi che raggiunge un traguardo destinato ai privilegiati, declinato in forma inverosimilmente proletaria (la protagonista è operaia in un’acciaieria). A suo modo La febbre del sabato sera degli anni ’80, ma decisamente più edulcorato. Adrian LyneGiorgio Moroder, insieme con Tony Scott, hanno segnato in maniera indelebile quel decennio.

7 – Pulp Fiction di Quentin Tarantino

Il genio al lavoro. Il ballo come ennesima propaggine citazionista di un regista enciclopedico che frulla miti di Hollywood in un locale, costringe Travolta, provetto ballerino, a recitare il ruolo dell’impacciato e consegna alla storia del cinema uno dei balli più memorabili di sempre, composto di poco più di 4 inquadrature.

8 – Anna Karenina di Joe Wright

Joe Wright ha ben presente (uno dei pochi, tra i registi attuali) quanto possa essere importante il rapporto tra immagini e musica. Basterebbe un’occhiata a quel capolavoro di montaggio musicale che è Espiazione per rendersene conto. Ma qui Wright, con l’ausilio di Tom Stoppard alla sceneggiatura e del sodale compositore italiano Dario Marianelli alla colonna sonora, realizza un capolavoro, purtroppo non colto dai più, mettendo insieme TolstojBob Fosse. La scena del ballo è, a suo modo, un capolavoro nel capolavoro.

9 – Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris

Dayton Faris fanno i piacioni. Raccontano dei freak, sono democratici, ma il loro cinema sa di stantìo. Qui, tuttavia, si superano. In un sol colpo distruggono quelle fabbriche di mostri e disadattati che sono i concorsi di bellezza, vieppiù quando sono per bambini o bambine, e riaffermano l’importanza della famiglia come gruppo accogliente nel quale rifugiarsi specialmente quando la società ti emargina in quanto non omologato. Ed i due registi appaiono sinceri come non lo saranno mai più.

10 – Una pazza giornata di vacanza di John Hughes

In una delle puntate di You’re the Worst, telefilm non ancora approdato in ItaliaJimmy Shive-Overly, il protagonista, sostiene che il vero cattivo di questo film-manifesto del Brat Pack sia Cameron Frye, il personaggio interpretato da Alan Ruck. Perché già è integrato, rispetta le regole tautologicamente senza chiedersi se siano giuste o meno. Ecco perché Ferris Bueller è il Che Guevara del fancazzismo come stile di vita e questa scena in cui tutti i presenti alla parata ballano Twist And Shout ne è il manifesto programmatico.

 

 

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Rosario Gallone

Docente di regia a Pigrecoemme
Rosario è tra i fondatori della Pigrecoemme, dove si occupa soprattutto del corso di regia e dell'organizzazione dei corsi. E' autore della sceneggiatura di Isa 9000 (mediometraggio con Isa Danieli diretto da Angelo Serio), del montaggio di documentari e della regia di alcuni cortometraggi.

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