Per Io Donna Pigrecoemme è tra le 5 migliori scuole di cinema italiane

PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANE

Siamo sempre contenti quando, più o meno direttamente, vengono riconosciuti i risultati raggiunti da Pigrecoemme attraverso un lavoro costante fatto di passione e sacrifici. Stavolta, tuttavia, la segnalazione, che ci è giunta inaspettata perché davvero non ne sapevamo niente, ci riempie maggiormente di orgoglio. E per più di un motivo.

PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANESul numero 14 di Io Donna, rivista del Corriere della sera, uscito sabato 6 aprile, in un pezzo a firma Paola Casella, c’è un box in cui vengono indicate cinque eccellenti scuole di cinema italiane. Accanto a enti formativi prestigiosi quali la scuola Zelig di Bolzano, Luchino Visconti di Milano, il CSC e la Gian Maria Volontè di Roma, figura Pigrecoemme.

Per noi è un riconoscimento autorevole e prezioso. E questa attestazione di stima e credito ci inorgoglisce ancora di più in quanto inserita all’interno di un articolo che si occupa delle donne nel cinema. Argomento sul quale ci battiamo da tempo. Pigrecoemme è un luogo in cui l’unica discriminante che viene considerata ai fini dell’inserimento lavorativo è la passione per il lavoro e la competenza. Questioni di gender, di razza e di orientamento sessuale, che pure vanno affrontate, perché nel mondo fuori esistono, alla Pigrecoemme contano quanto il colore dei capelli o l’apprezzamento delle verdure: niente. PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANE

 

Non ci giriamo intorno: se dovessimo calcolare quanti, tra ex allievi ed ex allieve, sono oggi impiegati stabilmente nel comparto audiovisivo, la bilancia penderebbe nettamente a favore delle seconde. E di atteggiamenti, anche inconsciamente discriminatori, ne hanno dovuti affrontare pure durante i corsi. Atteggiamenti che abbiamo stigmatizzato, corretto. Perché riteniamo che una scuola, qualsiasi scuola, prima che lavoratori competenti debba “licenziare” persone, individui, cittadini del futuro. E alla Pigrecoemme vogliamo che il futuro sia migliore di questo presente.

PER IO DONNA PIGRECOEMME È TRA LE 5 MIGLIORI SCUOLE DI CINEMA ITALIANE

Lo sport preferito dall’uomo – Un’analisi di Francesca Eboli

Lo sport preferito dall'uomo

Siamo sempre orgogliosi di pubblicare un’analisi di un/una partecipante al corso di Analisi e Critica. Francesca Eboli ha analizzato uno dei film meno famosi di Howard Hawks e lo ha fatto in modo preciso e puntuale. Buona lettura.

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Flavioh inaugura la decima edizione di Astradoc il 18 gennaio 2019

Dopo la presentazione alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, Flavioh – Trubuto a Flavio Bucci (scheda)inaugura il 18 gennaio a Napoli la decima edizione di Astradoc – Viaggio nel cinema del reale, la storica rassegna di cinema documentario curata da Arci Movie Napoli, Parallelo 41, CoinorUniversità degli Studi di Napoli Federico II.

La proiezione del docufilm di Riccardo Zinna sul grande attore Flavio Bucci sarà anche l’occasione per ricordare Riccardo, prematuramente scomparso lo scorso settembre.

FLAVIOH, TRIBUTO A FLAVIO BUCCI - Un film di Riccardo Zinna

La serata è in collaborazione con Cargo, Ass. Culturale “Moliart”, Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme e Indyca.

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Situazione Critica #6: La webcritica e altre storie

Situazione Critica #6 - La webcritica e altre storie

Il sesto appuntamento di Situazione Critica – l’iniziativa con la quale la scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli festeggia il diciottesimo anno di attività – si terrà sabato 1 dicembre alle ore 16.30 e avrà come ospiti tre giovani protagonisti della critica sul web: Matteo Berardini, Marco Compiani e Attilio Palmieri.

È ormai un dato di fatto che il web abbia cambiato le forme della critica. Non solo in quanto attuata in modalità diverse dalla scrittura (si pensi alla videorecensione e al videosaggio), ma anche perché la scrittura stessa si è adattata al nuovo medium, così come, in parte, ha fatto l’oggetto della critica. L’analisi della serialità, per esempio, nonostante una pubblicistica preesistente (tra i pionieri citiamo Diego Del Pozzo col suo Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani, edito da Lindau nel 2002) ha assunto una centralità determinante nell’immaginario di tutti, sia per ragioni intrinseche (la qualità, la capacità di raccontare il presente a volte più e meglio del cinema), sia perché è in rete che si concentra la maggior parte dei fan.

La critica on line ha soppiantato quella cartacea o ci convive? Ne parleremo con Attilio Palmieri, ex allievo di Pigrecoemme e ora tra i maggiori esperti di serialità italiani, Matteo Berardini, direttore della rivista online di critica Pointblank.it, e Marco Compiani, direttore dell’associazione culturale Doppio Sogno, tra le cui iniziative ve ne è una curiosamente molto seventies (e sociale prima che social), ovvero quella delle “Lezioni conviviali di cinema”.

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Situazione Critica #5: Saper guardare gli attori. Incontro con Claudio Vicentini

Situazione Critica #5. Saper guardare gli attori. Incontro con Claudio Vicentini.

Il quinto appuntamento di Situazione Critica – l’iniziativa con la quale la scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli festeggia il diciottesimo anno di attività – avrà un altro prestigioso ospite. Mercoledì 14 novembre, infatti, alle ore 11.30, lo storico del teatro Claudio Vicentini parlerà a chi vorrà intervenire di come guardare con spirito critico al lavoro dell’attore.

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“Flavioh”, di Riccardo Zinna, alla 13a Festa del Cinema di Roma

Flavioh – Tributo a Flavio Bucci – di Riccardo Zinna

Sentimenti contrastanti, tra loro in lotta, albergano in noi in questi giorni: Flavioh, il film documentario che ha visto Riccardo Zinna impegnato negli ultimi tre anni è nel prestigioso cartellone della 13° Festa del Cinema di Roma, ma Riccardo, che ci ha lasciati tutti un po’ più soli lo scorso 20 settembre, non potrà assistere alla proiezione e vivere insieme al pubblico questo densissimo e poetico lavoro, impreziosito dalle musiche da lui stesso firmate e reso unico dal suo sguardo diretto e sincero sulle cose della vita e dell’arte.

Ci ha lavorato strenuamente fino all’ultimo, Riccardo, nel tentativo, riuscitissimo, di plasmare il film secondo la sua visione, con attenzione meticolosa ai suoni, ai colori e al racconto e alla fine è riuscito a renderci eredi di un altro gioiello che si aggiunge ai suoi quadri, alle sue musiche, alle sue interpretazioni al cinema e in teatro e che ci rivela qualche altro aspetto dell’uomo e dell’artista che è stato.

Sicuramente Flavioh, centrato com’è intorno alla figura di Flavio Bucci – personaggio enorme, fuori dagli schemi e dal “sistema” – è una riflessione anche traslatamente autobiografica sul senso stesso dell’essere artista. Una riflessione nata dalla lunga e attenta osservazione dell’uomo di cui racconta, sfociata in un esemplare momento di “cinema del reale”.
Le oltre duecento ore di girato, che in fase di montaggio sono state il punto di partenza, fissavano tutte momenti spontanei e non “messe in scena”, persino nelle più tradizionali “interviste” che puntellano il documentario. Certamente durante le riprese il Riccardo Zinna regista ha sapientemente provocato, quando lo ha ritenuto necessario, i suoi “attori”, ma non ha mai costretto la realtà a conformarsi alla sua visione, cercando con essa una dialettica costruttiva, talvolta dolorosa, tal altra rigenerante.

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