Archivio per fotografia

Antonio Biasiucci alla Pigrecoemme

Aveva ragione Cesare de Seta, quando, già nell’84, aveva scorto la matrice e gli esiti poetici della ricerca lirica del fotografo Antonio Biasiucci in una certa idea di mondo che si riscontra, in modo esemplare, nella pittura di Giorgio Morandi. Biasiucci, infatti, tra i fotografi degli ultimi anni, è probabilmente, colui che, in maniera più radicale e ostinata, ha ragionato sulla forza sineddotica delle cose e dei particolari. Con risultati, come nel caso del pittore bolognese, di immensa suggestione visiva.

Che sia l’evanescenza di un riverbero o la rugosa potenza del magma, la pia baldanza della natura o l’iconico interrogativo di un ex voto, nel fotografo campano vive sempre una tensione spirituale, che chiede allo sguardo dello spettatore una dolorosa e coinvolgente partecipazione.

Biasiucci, infatti, oltre che grande fotografo, è soprattutto un artista straordinario, sincero e di rara onestà intellettuale, che ha cercato di leggere, con immutata curiosità, le mille narrazioni del mondo, premettendo sempre all’istanza ermeneutica il demone della poesia.

E’ anche per questo che siamo particolarmente orgogliosi di presentare un incontro-lezione che Antonio Biasiucci terrà alla Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme mercoledì 11 gennaio 2012, dalle 17,00 alle 19,00.

L’appuntamento, gratuito e aperto a tutti, sarà presentato da Luca Sorbo, curatore dei nostri Corsi di fotografia e da Corrado Morra.

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Lo stage di Fotogiornalismo: da Pigrecoemme al Corriere della sera

23 ottobre 2011. Il Corriere della sera, principale quotidiano italiano, esce con una pagina intera dedicata alle cronache del convegno dei giovani industriali a Capri.
L’appuntamento - uno dei termometri più sensibili dell’economia del Paese - quest’anno è particolarmente caldo: la presidente di Confindustria - Emma Marcegaglia - non nasconde il disagio di una classe imprenditoriale stretta tra crisi internazionale e inadeguate misure governative e, senza giri di parola, spara a zero sull’inefficienza della guida politica italiana. Tra i convenuti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni accusa il colpo, che resta però uno di quelli in gradi di tramortire anche i più coriacei dei combattenti.
Sappiamo come è andata a finire: l’insofferenza degli industriali italiani, ormai quasi unanimamante convinti della necessità di un cambio di indirizzo politico e operativo per salvare l’Italia, e la speculazione finanziaria selvaggia decreteranno, di lì a poco, la fine del governo Berlusconi.
Per raccontare questo passaggio così delicato della storia recente del nostro Paese, il Corsera decide di inviare a Capri una serie di inviati, tra cui la giornalista Antonella Baccaro, e di corredare le cronache con due fotografie, che la redazione milanese di via Solferino acquista dall’agenzia Graffiti Press di Roma.
E, allora? direte voi, qual è il punto? E che cosa c’entrerà mai questo con Pigrecoemme?
Il punto è che le due foto in questione sono state scattate da Rosario Marchese, studente del corso di Fotogiornalismo di Pigrecoemme, e che tale lavoro è nato proprio nell’ambito dello stage che i corsisti di Pigrecoemme, diretti dal docente Gianni Pinnizzotto,  svolgono con la Graffiti, con la cui collaborazione organizziamo il corso. E’ allora, questa, l’occasione per complimentarci innanzitutto con Rosario e, poi, per fare una breve considerazione.
Infatti, dopo la prima pagina del Manifesto firmata da un altro nostro allievo, il corso di Fotogiornalismo ci dà un’altra bella soddisfazione. Ma, soprattutto, ci convince sempre più che l’idea alla base dei nostri corsi di cinema e di fotografia - avvicinare, cioè, grazie anche a importanti collaborazioni, i partecipanti ai nostri percorsi formativi (basati su un solido impianto teorico) da subito al mondo delle professioni - sia una scelta non solo intelligente, ma l’unica in grado di rendere la formazione nelle arti e nello spettacolo il primo passo per provare ad entrare davvero nel mondo del lavoro. Il resto, creativi o no, in questi casi, sono solo chiacchiere. E a buoni intenditori…

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Sequestro dell’Acciaieria sonora: Melting Zone Shot spostato a data da stabilire

Care lettrici, cari lettori,
come probabilmente avrete letto e sentito in questi giorni, l’Acciaieria sonora di Bagnoli, la struttura che avrebbe dovuto accogliere il Reggae Zone Festival e di conseguenza il concorso fotografico e la mostra Melting Zone Shot curata da Pigrecoemme, è sotto sequestro per delle presunte irregolarità in merito a dei permessi che i Vigili urbani di Napoli contestano al consorzio di imprenditori che, con il Comune di Napoli, gestisce lo spazio neonato. Al momento la situazione è tale per cui l’organizzazione del Festival ci ha appena comunicato di essere costretta a spostare l’evento a data da stabilire.
Va da sé che la classifica del concorso fotografico e i premi annessi sono confermati. Ma nel frattempo, lasciateci esprimere il rammarico per la situazione assurda e avvilente che, fuori da qualsiasi responsabilità degli organizzatori, si è creata in queste ultime ore. Intanto, ringraziandovi dell’attenzione, ci ripromettiamo, appena possibile, di darvi notizie più precise.
Di seguito, copio il comunicato ufficiale con cui la Ovunque srl, società che gestisce il Festival, annuncia di dover procrastinare l’evento. Grazie di nuovo e a presto.

COMUNICATO
Le recenti vicende legate al sequestro - ancora non risolto - dell’Acciaieria Sonora di Napoli, struttura destinata ad ospitare il REGGAE ZONE FESTIVAL 2011 il prossimo 23 luglio, non hanno messo in condizione la produzione del festival stesso di poter confermare la data originariamente in programma. Si ringraziano quanti - pubblico, media, collaboratori e partner - hanno supportato il festival fino ad oggi. Il festival si terrà entro la fine del 2011 [in data da definire]: vi terremo aggiornati sui nostri canali ufficiali!
Marcella Buccino - direttrice artistica del Reggae Zone Festival

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Melting Zone Shot, ecco i vincitori

Melting Zone Shot, il concorso fotografico promosso da Pigrecoemme con l’organizzazione del Reggae Zone Festival, ha visto una partecipazione entusiasta di decine di fotografi e ha raccolto circa duecento scatti, una messe notevole di suggestioni, ipotesi, ragionamenti - in una parola - di “narrazioni”, sul tema della presenza degli stranieri nel territorio campano. E a scorrere l’intero portfolio, quello che viene fuori è una sorta di mappatura emotiva del melting pot contemporaneo, canovaccio per una ridefinizione della geografia umana dell’intera regione, da sempre terra che trova la sua più profonda identità come luogo di attraversamenti e di incontri.
Tanti gli spunti interessanti dei lavori arrivatici, tante le singole foto che, con forte sensibilità, si sono fatte carico di raccontare gli avvicinamenti, i disagi, i sogni, le istanze, ma pure le paure, le contraddizioni, di uomini e donne, che, in una quotidianità risicata, sovente fatta di piccole cose, affermano, già con la loro semplice, dignitosa presenza, l’idea stessa che non esista comunità che non sia definita, necessariamente, dall’incontro con l’altro.
Detto questo, è con piacere che annunciamo i vincitori.
Vince il concorso Melting Zone Shot, aggiudicandosi il primo premio (che consiste nell’iscrizione gratuita al Corso di Fotogiornalismo di Pigrecoemme, che si terrà nella primavera 2012), Renato Orsini con la foto Gruppo di famiglia - Quartieri spagnoli - Napoli, uno scatto che scruta, discreto e leggero, l’interno di una nuova famiglia napoletana, dove la luce definitiva alla foto è data da quel concerto di sorrisi straordinari delle tre protagoniste.

La foto vincitrice del concorso Melting Zone Shot

La foto vincitrice del concorso Melting Zone Shot

Il secondo premio va, invece, a Marco Menduri con la foto Florent - Napoli. Un portamento fiero, uno sguardo in macchina che è pura partecipazione, per un momento di felicità e serenità, forse caduco, ma non per questo meno sincero e coinvolgente.

La seconda classificata

La seconda classificata

Infine, il terzo premio è assegnato a Mauro Pagnano con lo scatto Salvio e Jie sposi - Maschio Angioino - Napoli, dove la più classica delle fotoricordo matrimoniali, è segnata dalla presenza esotica della sposa, segno giocondo di un’alterità che si fa, evidentemente, annuncio di fertile futuro.

La terza classificata

La terza classificata

Il secondo e il terzo classificato hanno diritto a un corso di Pigrecoemme a scelta tra quelli bimestrali di Regia, Sceneggiatura, Analisi del film o Fotografia digitale (modulo D), a partire dal primo gennaio 2012.
Oltre alle tre fotografie vincitrici, come da bando, la giuria presieduta dal professor Marino Niola, ha scelto altri sette scatti, che anch’essi saranno stampati in grande formato negli spazi del Reggae Zone Festival, a Napoli, presso l’Acciaieria sonora in Via Coroglio a Bagnoli, il giorno 23 luglio 2011. Tali fotografie sono state scattate dai seguenti partecipanti: Francesca Luisa De Caro, Ugo Di Fenza e Nino Gravino.
L’inaugurazione della mostra e la premiazione finale avverranno intorno alle ore 20,30 del 23 luglio al Reggae Zone Festival, presso l’Acciaieria sonora.
Ma le righe finali di questo post non possono che essere impiegate, oltre che per ringraziare Marcella Buccino, direttrice artistica del Reggae Zone Festival, per salutare con affetto tutti i partecipanti del concorso e, non di meno, tutti coloro che sono stati ritratti da queste foto.  E’ al loro entusiasmo e alla loro attenzione, artistica e umana, che il concorso Melting Zone Shot deve infatti il suo piccolo, prezioso successo.

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Prorogati i termini di scadenza per partecipare al concorso fotografico “Melting Zone Shot”

I termini di scadenza del bando di concorso “Melting Zone Shot” sono stati prorogati all’8 luglio 2011.
Tema del concorso è la presenza a Napoli e in Campania di popoli e culture “altre”.
Per maggiori informazioni leggete il vecchio post :)

scarica il bando

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Concorso Fotografico Melting Zone Shot

Oltre ad essere riconosciuta come una delle più importanti scuole di cinema in Italia (fonte Eurispes), Pigrecoemme è da sei anni anche un punto di riferimento a Napoli, e non solo qui, per la didattica della Fotografia. Dopo aver costruito con i nostri allievi diverse mostre ed eventi, che hanno suscitato un’incoraggiante attenzione, era da tempo che stavamo pensando di organizzare anche un contest fotografico. L’occasione è nata grazie a Marcella Buccino e agli amici del Reggae Zone Festival, importante kermesse dedicata alle sonorità giamaicane, alla seconda edizione, che quest’anno si terrà a Napoli, all’Acciaieria sonora di Bagnoli, il 23 luglio.
Infatti, la Ovunque S.r.l., società organizzatrice del Festival, e Pigrecoemme hanno deciso di dare vita a Melting Zone Shot, un concorso fotografico, che si collocherà nell’ambito degli eventi collaterali del Reggae Zone Festival.

Tema del concorso è la presenza a Napoli e in Campania di popoli e culture “altre”.

I termini di scadenza del bando di concorso “Melting Zone Shot” sono stati prorogati all’8 luglio 2011.

scarica il bando

Bacino di una straordinaria miscellanea di razze e di suggestioni, la regione è da sempre punto d’incontro di genti e di culture diverse. Massiccia è, com’è noto, la presenza di consolidate e, in molti casi, ben integrate comunità di stranieri: dal Maghreb all’Africa centrale, dal Sud America all’Est europeo fino allo Sri Lanka (tra tutte la comunità Cingalese è tra le più nutrite e interessanti presenze straniere) e alla Cina.

Melting Zone Shot si prefigge, allora, di documentare, nelle infinite variabili della sensibilità dei singoli fotografi, proprio questo immenso patrimonio culturale e civile.

La Giuria, presieduta dal professor Marino Niola, uno dei più importanti antropologi italiani, sceglierà, tra le immagini pervenute,  i migliori dieci scatti, che saranno stampati su manifesti blueback di grande formato ed esposti  in luoghi appositamente progettati  negli spazi della  Acciaieria Sonora durante il Festival.
Tra gli autori delle dieci migliori fotografie, saranno eletti i vincitori dei 3 premi finali: il primo premio, che sarà consegnato sul palco dell’evento live il 23 luglio, consisterà in un Corso di Fotogiornalismo della Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme, che si svolgerà nella primavera del 2012; al secondo e al terzo classificato, invece, andranno un corso di Cinema o di Fotografia digitale di Pigrecoemme, che partiranno dal gennaio 2012.

Per partecipare c’è tempo fino all’8 luglio 30 giugno 2011. Bando e info li scaricate da qui.

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Gli allievi di Pigrecoemme? Al Museo di Capodimonte…

Per la La notte dei musei - evento che coinvolgerà l’intera Europa - sabato 14 maggio 2011, alle ore 21,30, il Museo di Capodimonte, con l’Associazione Musicale Maggio della Musica, presentano Clic si suona, una serata dedicata ad alcuni dei più interessanti giovani fotografi e musicisti della scena campana.

Lo diciamo subito: avremmo segnalato la serata in ogni caso, convinti come siamo della particolarità e della suggestione del progetto, ma lo facciamo oggi con ancora maggiore calore e attenzione perché, con orgoglio, possiamo dire che il Museo di Capodimonte aveva coinvolto Pigrecoemme diversi mesi orsono nell’organizzazione dell’evento, chiedendo alla nostra Scuola di segnalare alcuni degli allievi più interessanti dei nostri corsi di Fotografia.

Il progetto, a cura di Linda Martino con la collaborazione di Flaviana Frascogna, mette infatti in mostra dieci fotografi (due dei quali, ex studenti di Pigrecoemme: Gaetano Massa e Luca Schettino), chiamati a raccontare, attraverso le immagini, viaggi, emozioni, incontri, volti, di paesi e di uomini, ora vicini, ora remoti, ognuno con le proprie storie, che, tutti insieme, forniranno un unico, serrato percorso poetico. Le musiche di Marco Sannini, eseguite dai musicisti del Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli, fungeranno da colonna sonora di questo percorso di immagini e, nell’osmosidi dei linguaggi, creeranno un’unica sinestetica narrazione, ricca di suggestioni e di sorprese.
I fotografi in mostra sono: Dario Bocchetti, Paolo Bosso, Piero Cremonese, Ernesto De Bartolomeis, Andrea De Franciscis, Flaviana Frascogna, Gaetano Massa, Janine Pereira Alves, Luca Schettino e Giuseppe Trincone. Mentre le musiche di Marco Sannini saranno eseguite dallo stesso Marco Sannini, alla tromba, Tancredi D’Alò, alla chitarra, Renato Grieco, al basso e da Massimo Del Pezzo, alle percussioni.
Un plauso particolare a Rino Sorrentino, artista di grande sensibilità, autore, in questo caso, del bellissimo lavoro grafico della manifestazione.

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Il nuovo corso di fotogiornalismo parte il 14 maggio a Napoli

Parte Sabato 14 maggio a Napoli il nuovo corso di Fotogiornalismo di Pigrecoemme, che quest’anno presenta, oltre all’ormai consolidata collaborazione con l’agenzia romana Graffiti Press (che fornirà gli accrediti giornalistici e lo stage finale), alcune interessanti novità, tra cui una sezione del corso dedicata alla fotografia naturalistica, a cura di Natalino Russo, e un’altra, sulla fotografia sportiva, a cura di Alessandro Cuomo dell’agenzia Cuomo, struttura che segue il Calcio Napoli a bordo campo da vent’anni.

A chi è indirizzato il corso di fotogiornalismo

Il Corso di Fotogiornalismo di Pigreoemme, coordinato da Luca Sorbo, è diretto a chi, avendo già acquisite le competenze di base della fotografia, voglia intraprendere la carriera di fotogiornalista. Il corso è anche consigliato al fotoamatore evoluto che voglia approfondire le dinamiche del racconto fotografico e abbia intenzione di collaborare part-time con un’agenzia, come pure a coloro che sono interessati a conoscere e ad approfondire l’interessante ricerca visiva e, tout court, artistica che il mondo del fotogiornalismo presenta attualmente.

Il Corso di Fotogiornalismo di Pigreoemme presenta un’esperienza teorica e pratica variegata e completa, che permette da subito al corsista di confrontarsi con la professione. Interessante, in tal senso, ricordare come lo scorso anno, Luigi Fedullo, uno studente del corso, si sia visto pubblicare alcune foto, tirate durante lo stage finale, sulla prima pagina del quotidiano Il Manifesto.

Tutti i corsi di Pigrecoemme che rilasciano attestati di frequenza validi per i crediti formativi si svolgono presso la sede di Pigrecoemme di Piazza Portanova 11, a Napoli, nei pressi dell’Università Federico II al Corso Umberto I.

Iscrizioni e informazioni al numero 081 5635188 oppure sul web: www.pigrecoemme.com

Pigrecoemme su Facebook: http://www.facebook.com/scuola.di.cinema.pigrecoemme

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io. identità opposte. Una mostra fotografica sull’autoritratto

Dalle ore 18 di giovedì 24 marzo fino a venerdì 22 aprile 2011, gli spazi di Pigrecoemme tornano ad essere galleria, con la mostra io. identità opposte, a cura di Luca Sorbo, docente dei corsi di Fotografia di Pigrecoemme, e di chi scrive, che raccoglie cinquantasei autoritratti di ventotto giovani fotografi napoletani, che si interrogano sulle certezze e le incertezze della rappresentazione di sé ai tempi del digitale.

Nei giorni successivi all’inaugurazione la mostra sarà visitabile, fino al 22 aprile, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13,30 e dalle 15 alle 17,30.

Di seguito, alcuni degli spunti critici da cui la mostra ha preso le mosse.

Dobbiamo a Victor I. Stoichita, e al suo bellissimo Breve storia dell’ombra, il ritorno, nell’ordine del discorso contemporaneo, del tema dell’autoritratto come uno dei motivi fondamentali della cultura occidentale, sorta di cartina di tornasole dell’idea che, nella rappresentazione di sé, ci sia necessariamente la rappresentazione del proprio mondo e che, siffatta rappresentazione, ragioni, inevitabilmente, sempre con la finitezza di tale mondo. Autoritratto come pensiero del limite, perché l’autorappresentazione  avrebbe in sé sempre il ricordo dell’ombra, di quel gesto primigenio e fondante, cioè, in cui, sul solco umbratile del sé (dove la mano si muove sull’analogia dell’ombra), si disegna la storia dell’arte e la si intreccia, punto dopo punto, col tema della morte. Che è sempre la propria morte. L’analogia tra ombra e se stessi, allora. Anzi, tra ombra e rappresentazione di sé.
Ora, l’analogia stabilisce un rapporto di similitudine tra due o più modelli. E basta un punto analogico, alla Filosofia, per supporre che ce ne siano altri, cosa che può spingerci a ipotizzare che, tra modelli analoghi, possa esistere sempre una vera e propria coincidenza identitaria.
È analogico, per definizione, ciò che non è numerabile, e l’opposto di analogico è digitale, parola determinante della nostra modernità, che la Matematica ci indica come un insieme finito di elementi.
Il lavoro di trasformazione da analogico a digitale si chiama, com’è noto, digitalizzazione, che, allora, è sempre un’approssimazione tassonomica dell’esistente, una riproduzione-rappresentazione che, per esistere (meglio: per far esistere) presuppone una semplificazione del segnale, cioè del rappresentato, che, in quanto analogico, è intrinsecamente non numerabile, ovvero potenzialmente infinito. Quindi, il digitale ha in sé l’idea del finito.
Ma, da quando nei sistemi di rappresentazione visiva è subentrata la centralità assoluta dell’immagine digitale, in ambito estetico, il senso di questa finitezza è o non è un’ipotesi di discorso cosciente? In altre parole, fino a che punto l’immagine digitale sa (conosce, racconta, concettualizza…) la sua natura finita?
E nel mondo della fotografia? Che cosa ci dice il passaggio epocale dall’immagine analogica (un numero di punti infinito) all’opposta immagine digitale (un’insieme chiuso di ipotesi)? E, spingendoci oltre, che cosa una fotografia digitale inevitabilmente rivelerebbe di sé, se non prima di tutto il proprio destino di discorso omologato (ovvero, etimologicamente discorso permesso in quanto discorso già fatto nel correlativo analogico, quasi un modello platonico ) sotto il giogo del pixel? E se questa tirannia dell’omologazione al finito investisse la propria rappresentazione? Non si arriverebbe al paradosso che, nel profilo sottile dell’ombra – come da Plinio il vecchio in poi ci è stato narrato – ci sarebbe maggiore libertà che in qualsiasi, perfettamente riproducibile, immagine digitale?

A questo punto, un’immagine digitale diventerebbe il campo di battaglia su cui, ogni volta, si mette in gioco la ricostruzione completa dell’esistente (avete presente Tron?). In tal senso, un autoritratto digitale si tramuta in una massacrante tenzone per la definizione dell’io, non solo contro la paura dell’omologazione, ma proprio come polemos tra l’idea di sé e il suo opposto numerabile (e finito) il sé digitale…
(Corrado Morra)

Di seguito i nomi dei fotografi che hanno cercato con passione di rispondere a tali quesiti o, più semplicemente, di divertirsi un po’. A tutti loro il nostro grazie: Silvia Bellio, Claudia Biancardi, Vittoria Boccia, Giuliana Borrelli, Viola Bufano, Alma Carrano, Sabrina Cirillo, Livia Cosenza,
Paola Cundari, Enrico De Luca, Giusi De Luca, Rosalinda Falco, Valeria Ferraro, Paola Finale, Valentina Fraioli, Stefania Furbatto, Sofia Giordano, Martina Ippolito, Eleonora Ivagnes, Fabia Lonz, Carla Manno, Serena Mastroserio, Daniela Persico, Daniele Rippa, Pepe Russo, Linda Russomanno, Loreto Terranova, Gianni Valentino.

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La mostra Fantastico napoletano, al Grenoble fino al 22 dicembre

Chiusa la rassegna sul cinema fantastico, vi ricordo che, al Grenoble - l’Istituto di studi francesi di Via Crispi 86 a Napoli -  la mostra fotografica “Fantastico napoletano” può essere visitata fino al prossimo 22 dicembre (dal lunedì al venerdì, 9-13,30 e 15-18,30).
Sarà pure poco elegante dirselo da soli, ma l’esposizione, che vedeva impegnati sedici fotografi - studenti dei corsi di Fotografia di Pigrecoemme e alcuni tra i più interessanti fotografi della nuova scena napoletana - è stata accolta con grande partecipazione dal pubblico e dalla stampa. In tal senso, vogliamo ringraziare in particolar modo Alessandro Chetta del Corriere del Mezzogiorno online, Ilaria Urbani di Repubblica e Paola De Ciuceis del Mattino (se volete leggere l’articolo sul quotidiano napoletano sul web, bisogna che vi registriate), per l’attenzione e le belle parole che hanno voluto riservare alla nostra iniziativa.
Inoltre, se avete voglia di approfondire un po’ di suggestioni e di spunti di riflessione sui film passati in rassegna e, va da sé, sulla mostra, vi segnalo che, sulle pagine di The Others Magazine, la rivista di approfondimento online di Pigrecoemme (ora anche in TV), potrete leggere un bell’articolo di Alessandro Cenni, giovane e interessante critico, che, tra l’altro, abbiamo avuto il piacere di avere come studente dei nostri corsi di Analisi del film e di Scrittura per la televisione (scusate la digressione, ma a proposito di quest’ultimo corso mi sembra utile informarvi che il 21 gennaio parte di nuovo, confermando la collaborazione con Fabrizio Cestaro, e allargando la squadra dei docenti ad altri importanti professionisti del settore, tra cui Benedetta Fabbri (producer Publispei) e Cristina Pittalis (broadcaster Mediaset). Insieme ai curatori dei corsi di Pigrecoemme, chiudono la squadra degli insegnanti: Anna Coluccino (sceneggiatrice e coordinatrice del corso), Claudio Grimaldi (sceneggiatore e casting director), il giornalista e critico Diego Del Pozzo, il direttore della Film Commission Regione Campania Maurizio Gemma e il regista RAI Antonio Mauriello).
Infine, ultimi, doverosi ringraziamenti a Senny Rapoport, uno dei fotografi in mostra, che, per Pigrecoemme, sta preparando un breve lavoro video sull’evento e, ultimo ma non ultimo, a Manuel Scholz, ex studente del nostro corso di Cinema, autore, in questo caso, della breve, “godardiana” :) clip sul vernissage dello scorso 6 dicembre, che potete vedere qui sopra.

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