10 thriller/horror ambientati sul treno

La leggenda, non la storia, ci racconta che il primo treno rappresentato sul grande schermo (quello in arrivo alla stazione della Ciotat) abbia spaventato il pubblico, convinto che sarebbe stato investito dal mezzo di trasporto. Successivamente, il treno ha sempre sollecitato la fantasia degli sceneggiatori di thriller e horror perché, ovviamente, il luogo angusto e in movimento (al pari dell’aereo) rappresenta un’occasione decisamente ghiotta per aumentare il tasso di suspence di una vicenda. In occasione dell’uscita di Assassinio sull’Orient-Express, seconda trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Agatha Christie (dopo quella firmata da Sidney Lumet), diretta da Kenneth Branagh, vi proponiamo una selezione di (dieci) film di genere horror o thriller, ambientati sul treno. Buona lettura. E visione.

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La sophisticated comedy italiana in 10 film

Uno dei generi meno storicizzati in Italia è la sophisticated comedy che, sebbene messa in ombra dalla commedia all’italiana, ha avuto, principalmente in due periodi storici (quello fascista, passato alla storia come cinema dei telefoni bianchi, data l’ambientazione borghese) e quello a cavallo degli anni settanta/ottanta, un suo appeal commerciale ed una sua riconoscibilità. Le caratteristiche sono quelle della matrice di provenienza, ovvero la commedia sofisticata americana che ha visto in LubitschWilder i suoi massimi esponenti ed artefici: ambientazione alto-borghese, intreccio frequentemente di natura sessual-sentimentale e fondato soprattutto su equivoci, scarsa satira di costume (se non di quello sessuale). A questi elementi, in alcuni casi (o anche solo in alcuni momenti narrativi di alcuni film) si nota il ricorso a meccanismi tipici della pochade francese (in particolare di quella di Georges Feydeau) quali il ritmo irrefrenabile di entrate e uscite di scena, da e in stanze (soprattutto camere da letto). Manca del tutto l’interesse per l’attualità, tipico della commedia all’italiana (che ereditava la poetica dell’hic et nunc dal neorealismo), ragion per cui il genere è stato spesso, anche nei suoi esiti migliori, accusato di essere fuori dal suo tempo e, per questo, politicamente biasimabile. Ve ne proponiamo, come è abitudine di queste playlist, dieci esempi.

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Il nuovo thriller spagnolo in 10 film

Era l’aprile 2004 e la rivista Nocturno pubblicava uno speciale dal titolo Sangre Y Deseo: Il cinema fantastico spagnolo. Lo faceva a ragion veduta: era la stagione d’oro dell’horror e del fantastico spagnolo, rivitalizzato dalla Filmax di Julio Fernández che l’aveva acquisita nel 1987 rilanciandola grazie al supporto iniziale di Brian YuznaStuart Gordon in quella costola che fu la Fantastic Factory. La Filmax negli anni zero del XXI secolo è stata una vera e proprio fucina in grado di scoprire talenti nel genere horror e fantastico (Jaume Balagueró  e Paco Plaza su tutti) nonché di costituire il ponte tra questa nuova generazione e la precedente grazie alla serie Películas para no dormir che, se da un lato sfruttava l’onda lunga dell’analoga Masters of Horror americana, dall’altra si agganciava alle Historias para no dormir il cui autore, Narciso Ibáñez Serrador (anche regista dell’episodio delle Películas intitolato La culpa e unico della vecchia generazione), è senza ombra di dubbio il regista spagnolo horror maggiormente di culto del secolo scorso, al pari di Amando de Ossorio (quello dei resuscitati ciechi) e forse più dell’eclettico e bulimico Jesús Franco, sebbene con soli due film all’attivo ovvero Gli orrori del liceo femminile e soprattutto Ma come si può uccidere un bambino? Quell’ondata, però, non ha proliferato, se si escludono Juan Antonio BayonaJuan Carlos Fresnadillo, ma si può dire che l’industria cinematografica spagnola abbia trovato un rimedio, impiegando forze creative e maestranze in un altro genere: il thriller, categoria nella quale ricomprendiamo anche il crime, il noir ed il giallo classico. Genere che, tuttavia, è riuscito anche ad elevarsi oltre le convenzioni, perseguendo una qualità invidiabile, dimostrata dal fatto che dal 2010 al 2017, su otto premi Goya assegnati, 5 lo sono stati a film ascrivibili al genere. Non c’è un autore che sporadicamente vi si dedica (come l’Alejandro Amenábar di metà anni ’90, quello di TesisApri gli occhi), ma un vero e proprio filone, un movimento, una tendenza. In questa playlist abbiamo deciso di considerare pellicole della seconda decade del XXI secolo e di sola produzione spagnola, escludendo coproduzioni con altri paesi europei (il pregevole El guardián invisible coprodotto con la GermaniaLa propera pell che vede una partecipazione della Svizzera) o più frequentemente, per motivi di lingua, con paesi dell’America Latina (Il ClanAl final del túnel, coproduzioni con l’Argentina) a voler rimarcare ancora di più l’attuale florida condizione della produzione iberica nel genere in questione.

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I 10 peggiori serial killer della storia del cinema

In sala c’è Saw Legacy. Non se ne sentiva il bisogno, ma il fatto che si raschi il fondo del barile della saga creata da James WanLeigh Wannell dimostra quanto Jigsaw/John Kramer sia entrato nell’immaginario collettivo. Che, come dimostra il successo di Mindhunter su Netflix e l’annuncio del prossimo film di Tarantino su Charles Manson, è popolato, da molto tempo, dai nuovi baubau che sono i serial killer. Ma non tutti hanno la fortuna di radicarsi nella memoria collettiva. Ce ne sono alcuni, poveretti, protagonisti di film che nessuno ricorda. Soprattutto per colpa loro. Eccone 10.

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10 horror diretti da donne

Theda BaraBarbara SteeleBarbara ShelleyJamie Lee CurtisSimone Simon: l’horror sembrerebbe non poter fare a meno dei personaggi femminili, di volta in volta in ruoli di temibili minacce o di scream queen. In entrambe le tipologie, tuttavia, è evidente lo sguardo maschile dietro la mdp che vede la donna, sempre di volta in volta, come pericolo o come bersaglio della propria violenza. Le cose cambiano nello slasher anni ’70/’80 che annovera, tra gli elementi che lo caratterizzano (come ci rivelano Marco Greganti nel suo Slasher, pubblicato per i tipi della NPE edizioni, o Carol Clover nel suo saggio Men, Women and Chainsaws: Gender in the Modern Horror Film), la Final Girl ovvero l’eroina che si salva nell’epilogo. Allo stesso modo, Isabel Cristina Pinedo, nel suo Recreational Terror: Women and the Pleasures of Horror Film Viewing afferma che l’horror contemporaneo non degradi la donna, ma in qualche modo costituisca addirittura un incoraggiamento a lottare contro i propri mostri per vincere una sottomissione prima culturale che fisica. Quelli presi in considerazione in questa playlist sono horror che non solo hanno donne come protagoniste, ma sono diretti da donne e, nella maggior parte dei casi, usano il genere per affrontare tematiche inerenti il corpo e la condizione femminile. Buona lettura.

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Blade Runner 2049 – Il cinema come replicante

Uno dei temi che ossessiona Dennis Villeneuve è sicuramente la creazione. Che va intesa sia in senso anatomico (quante madri e quanti padri ci sono nei suoi film: dalla Nawal di La donna che canta alla Louise Banks di Arrival passando per i vendicativi Keller di PrisonersAlejandro di Sicario) che artistico (i riferimenti all’Es in MaelströmEnemy per non parlare del linguaggio degli alieni in Arrival). Questo stesso tema lo ritroviamo nell’attesissimo sequel di Blade RunnerBlade Runner 2049, declinato sia nei confini del diegetico che dell’extradiegetico o paratestuale.

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