10 pianisequenza da ricordare e un intervallo musicale

pianisequenza

Il pianosequenza è un’inquadratura che, senza stacchi di montaggio, esaurisce un episodio narrativo. L’omologo anglofono, il long take, invece, viene definito come un’inquadratura di lunga durata senza che intervengano stacchi di montaggio e indipendentemente dal fatto che esaurisca o meno un episodio narrativo. Inutile dire che, nella percezione dello spettatore e a dispetto di quanto riportino i manuali (il Rondolino/Tommasi per le due di cui sopra), il pianosequenza sussiste solo quando l’inquadratura, senza stacchi di montaggio, dura un po’ (dai 30 secondi in poi forse) e quando si presenta come virtuosismo registico (sfido chiunque ad aver mai pensato alla scena tratta da Totò, Peppino e i fuorilegge e riprodotta sotto, come ad un pianosequenza).

Esistono altre esperienze à la Birdman (cioè di film composti di un unico pianosequenza, con trucco o meno), lo avrete letto: Nodo alla gola di Alfred Hitchcock, Arca russa (pianosequenza in soggettiva) di Aleksandr Sokurov, Pianosequenza di Louis NeroLa casa muda  di Gustavo Hernández ed il remake a stelle e strisce di Chris Kentis e Laura Lau. In questa lista non li troverete. Come non troverete l’ormai stracitato pianosequenza principe del 2014 audiovisivo ovvero i 6 e passa minuti one shot della 4 puntata di True Detective.

1 – L’infernale Quinlan di Orson Welles

Uno dei pianisequenza più celebri e celebrati, viene citato in tutti i libri e mostrato in tutti i corsi sull’argomento. E non immeritatamente.

2 – Il segreto dei suoi occhi di Juan José Campanella

Oscar come miglior film straniero (un po’ a sorpresa: è un thriller, ma a sfondo politico) nel 2010, il film di Campanella (fa cinema in Argentina, patria d’origine, ma è un richiestissimo regista televisivo in America dove conta diversi episodi tra Law & Order: SVU, Law & Order: Criminal Intent, Doctor House) presenta, all’incirca a metà film, questo vertiginoso pianosequenza che ha almeno due momenti in cui non si riesce a non pensare a giunture invisibili: l’inquadratura aerea che diventa macchina a mano e la m.d.p. che scavalca il parapetto, alla fine, restando sospesa fino a quando l’inseguito non salta giù.

3 – Breaking News di Johnnie To

Data la sua vena prolifica, non tutta la produzione di Johnnie To è ineccepibile (un po’ come succede a Takashi Miike), ma Breaking News è un piccolo gioiello di azione e satira dei media. Impreziosito ulteriormente da questa prima (piano)sequenza, di un virtuosismo tanto più incredibile quanto più si pensa ai budget contenuti ed ai tempi di lavorazione serrati delle opere di To.

4 – Scarface di Howard Hawks

Tanto per smentire André Bazin che usava prendere bonariamente in giro i critici/registi della Nouvelle Vague con l’appellativo di hitchcocko-hawksiani, Howard Hawks era sì un autore, in cui Truffaut & C. riponevano bene la loro fede. E lo era non solo quando stava buono dietro la m.d.p. per far risaltare la performance attoriale, ma anche quando si lasciava andare a virtuosismi mai gratuiti e sempre, e comunque, funzionali a storia ed episodi raccontati. Come nell’incipit del suo Scarface, un pianosequenza che, insieme con le ombre e l’uso del fuori campo, racconta un assassinio con grande senso della suspense.

5 – Una giornata particolare di Ettore Scola

Ettore Scola è un regista virtuoso, oltre che uno sceneggiatore bravissimo, e spesso ne ha dato prova nei suoi film (si pensi all’incipit reiterato di C’eravamo tanto amati o alla vorticosa e ripetuta panoramica a 360° del prologo di Brutti, sporchi e cattivi). In Una giornata particolare c’è un pianosequenza bellissimo, realizzato attraverso la tecnica di Nodo alla gola, ovvero in teatro di posa con pareti che scorrono su guide permettendo ad operatore e m.d.p. di attraversare spazi in apparenza fisicamente invalicabili.

Intervallo musicale – Stella Gemella di Giuseppe Tornatore

Anche nel mondo del video musicale il pianosequenza ha una piccola casistica, non necessariamente legata al videoclip d’autore (Wannabe delle Spice Girls, per esempio o Dedicato a te delle Vibrazioni, diretto da Domenico Liggeri), ma questo di Eros Ramazzotti merita attenzione non solo perché la regia è di Giuseppe Tornatore, ma perché, attraverso un espediente semplice e geniale insieme (disseminare il set di monitor), il regista di Nuovo Cinema Paradiso riesce a realizzare un pianosequenza che, comunque, rechi in sé diversi piani, come si attiene alla convenzione del videoclip.

6 – Omicidio in diretta di Brian De Palma

Finto pianosequenza iniziale che omaggia Nodo alla gola, ma l’intero film è un puzzle di rimandi/omaggi al maestro Hitchcock (c’è il finto flashback à la Paura in palcoscenico, il lento movimento in avanti a scoprire il gioiello à la  Complotto di famiglia) che è il nume tutelare di De Palma.

7 – The Protector di Prachya Pinkaew

Se il pianosequenza è il piano della realtà (quello che, salvo eccezioni come Birdmanla recita di Théo Anghelopus, contempla anche il tempo reale, quindi la corrispondenza tra tempo della storia e tempo della narrazione), allora il suo utilizzo in un film di arti marziali non può che servire ad esaltare la fisicità dei combattimenti e la perizia atletica di Tony Jaa, neodivo del cinema thailandese.

8 – Notting Hill di Roger Michell

Per chi è rimasto colpito dal fatto che in Birdman il lungo pianosequenza comprenda, senza staccare, ellissi temporali e poi, dando uno sguardo in rete, ha scoperto parenti nobili quali il greco Anghelopulos che in La recita, confonde, sovrappone e unisce diversi piani temporali senza ricorrere al montaggio, ricordiamo che anche in una commedia romantica come Notting Hill, un film frivolo quindi, il trascorrere delle stagioni viene raccontato senza soluzione di continuità in meno di due minuti, seguendo, con un lungo carrello laterale, il protagonista Hugh Grant durante una passeggiata.

9 – I figli degli uomini di Alfonso Cuarón

L’ineccepibile pianosequenza iniziale di Gravity ha probabilmente fatto dimenticare che Cuarón aveva già dato prova di maestrìa in ben due meravigliosi pianisequenza in I figli degli uomini.

10 – La sanguinaria di Joseph H. Lewis

Un pianosequenza forse poco noto, ma che serve a dare l’idea di quanto ingegnosa e mirabile fosse la serie B hollywoodiana. Una rapina come non l’avete mai vista, m.d.p. fissa sul sedile posteriore, attori lasciati liberi di improvvisare in location dal vero e senza che cittadini e passanti (salvo gli attori) sapessero che si stava girando un film e, soprattutto, il fatto principale, saliente, ovvero la rapina, lasciato abilmente fuori campo. Suspense e risparmio economico. Si può volere di più?

 

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Rosario Gallone

Docente di regia a Pigrecoemme
Rosario è tra i fondatori della Pigrecoemme, dove si occupa soprattutto del corso di regia e dell'organizzazione dei corsi. E' autore della sceneggiatura di Isa 9000 (mediometraggio con Isa Danieli diretto da Angelo Serio), del montaggio di documentari e della regia di alcuni cortometraggi.

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