10 indimenticabili streghe cinematografiche

streghe

La strega rappresenta il corto circuito freudiano per eccellenza. Un carattere perturbante, unheimlich, in un corpo portatore di vita, di cura e di affetto materno, heimlich. Un ossimoro psicanalitico come la casa (con tutto il portato di sicurezza che questo concetto ha insito) stregata. Secondo lo studioso campano Alfonso Maria Di Nola la stregoneria andrebbe considerata “come uno statuto mitico-rituale nel quale, all’interno di ogni cultura, viene ad esprimersi la reazione di gruppi e di margini sociali che, per motivi vari, non sono integrati o sono parzialmente assorbiti nei modelli propri della cultura dalla quale dipendono, o anche respingono tali modelli“. Di stregoneria, insomma, sarebbero accusati “gli altri”: gli stranieri, gli storpi, le donne. Insomma, una lista del genere avremmo potuto pubblicarla l’8 marzo, perché dietro le “streghe” spesso si nascondono una società castrante e/o una Chiesa che reprime l’autonomia delle donne condannando gli spiriti liberi ed anticonformisti.  Cinematograficamente, la strega è forse il personaggio più rappresentato dopo i vampiri. Vi proponiamo dieci streghe cinematografiche (quindi non Samantha Spellman di Vita da strega Jeannie di Strega per amore e le altre cavalcascope televisive) radicate nel nostro immaginario e da scoprire per quanti non l’avessero fatto ancora.

1 – La strega Maria in La stregoneria attraverso i secoli

Dalla Danimarca con il furore che mai appartenne al giansenista DreyerBenjamin Christensen realizzò questo pamphlet semidocumentaristico sulla stregoneria dove intenti socioantropologici si accompagnano a pura exploitation (il sabba orgiastico). L’episodio centrale, però,  ovvero il processo per stregoneria alla mendicante Maria,ha evidentemente ispirato Dreyer per La passione di Giovanna D’Arco, come potete verificare voi stessi.

2 – La strega dell’Ovest in Il mago di Oz

Scritturata Gale Sondergaard (attrice americana, ma di genitori danesi), questa si rifiutò per non sottoporsi a stressanti ore di trucco. Victor Fleming ripiegò allora per la decisamente meno avvenente Margaret Hamilton. Il doppio ruolo (sogno/realtà) non corrisponde a carattere diverso perché la malvagia strega dell’Ovest nella realtà è la cattivissima Miss Almira Gulch.

3 – Jennifer in Ho sposato una strega

Direttamente dalla Francia surrealista, dove aveva diretto, tra le altre cose, Entr’acteRenè Clair in America si affermò come regista di commedie fantastiche (oltre a questa, un’altra celebre pellicola è Avvenne domani con Dick Powell). Sotto le spoglie di rom com ante litteram, tuttavia, si cela la più codina delle morali ovvero che una strega resti tale fin quando non trovi nell’amore, nel matrimonio e nei figli, la sua completa realizzazione.

4 – Gillian ‘Gil’ Holroyd in Una strega in paradiso

Anche qui la strega, il perturbante, è mossa da vendetta, ma l’amore e la sofferenza (le lacrime fanno perdere i poteri magici) la riportano nell’alveo dell’heimlich. Morale discutibile, ma commedia sofisticata di gran classe, stracitatissima negli albi di Dylan Dog, in particolare il gatto Cagliostro.

5 – La principessa Asa in La maschera del demonio

Horror fondativo del gotico italiano, esordio alla regia del direttore della fotografia Mario Bava (nonché tecnico di effetti speciali, noto per la trippa usata in Caltiki di Riccardo Freda), ha nei binomi docile/perfida, sottomessa/dominatrice, santa/puttana della donna, incarnati nella principessa Katia e nel suo doppelganger Asa (palindroma, che, a differenza della discendente, resta Asa da qualunque parte la si prenda), il punto di forza della sua narrazione.

6 – Joan Mitchell in La stagione della strega

Morti viventi, vampiri, streghe, in George A. Romero non vanno mai presi alla lettera, ma rappresentano sempre qualcos’altro. Il processo, non a caso, qui è inverso e tipicamente seventies (quasi la versione horror di Alice non abita più qui di Martin Scorsese o di Non torno a casa stasera di Francis Ford Coppola). Per affrancarsi da un matrimonio infelice, con un uomo violento e che la ignora, la protagonista studia per diventare strega. Come al solito, quando si tratta del regista di Zombi, la realtà è così tanto più complessa che, alla fine, neanche lo spettatore saprà se quanto ha visto è reale o frutto di allucinazioni dei personaggi.

7 – Madame BlanchMiss Tanner in Suspiria

Streghe e madri. Tre (suspiriorumtenebrarumlacrimarum) come i film che Argento dedica loro (ma il terzo, La terza madre, non fa testo). Il regista ricorda anche che la strega è il personaggio ricorrente delle favole ed a quelle si ispira per l’aspetto visivo del suo primo horror puro. Aspetto visivo che, inutile dirlo, come sempre per l’autore di Profondo rosso, conta più della coerenza narrativa.

8 – Elvira in Una strega chiamata Elvira

Film mediocre, ma indubbiamente Cassandra Peterson/Elvira si è radicata nell’immaginario ormonale degli adolescenti dell’epoca che, non avendo potuto apprezzarla quale conduttrice horror, la scoprirono in questa pellicola nella quale il personaggio finisce coll’essere accusata di stregoneria, dato il suo abbigliamento ed il suo abbondante décolletè pre push-up che suscita le invidie delle altre donne della comunità.

9 – Mrs. Ganush in Drag to me Hell

Donna, anziana e zingara. In questa triplice condizione di marginalità, non c’è che la stregoneria per sopravvivere, specie se la crisi ed il cinismo bancario non hanno pietà di nessuno. Divertissement, ma di gran classe, di Sam Raimi che, comunque, come tutti gli horror ben riusciti, vanta un sottotesto politico non trascurabile.

10 – MaritxuGracianaEva in Le streghe son tornate

Le donne sono la rovina degli uomini che si ritrovano a fuggire dopo una rapina ad un Compro Oro (ed il bottino, non gratuitamente ai fini della narrazione, è composto di fedi nuziali date in pegno), ma da altre donne finiranno coll’essere attratti (e provateci voi a rimanere impassibili di fronte a Eva). Streghe le une (compagne, mogli, amanti), streghe le altre (ma letteralmente). Sembrerebbe il trionfo della misoginia se non fosse che gli uomini del film sono talmente stupidi che non si può che stare dalla parte del femminino, heimlichunheimlich che sia.

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Rosario Gallone

Docente di regia a Pigrecoemme
Rosario è tra i fondatori della Pigrecoemme, dove si occupa soprattutto del corso di regia e dell'organizzazione dei corsi. E' autore della sceneggiatura di Isa 9000 (mediometraggio con Isa Danieli diretto da Angelo Serio), del montaggio di documentari e della regia di alcuni cortometraggi.

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