10 film che amerete frequentando il Master Pigrecoemme

10 film che amerete

La scuola Pigrecoemme da ormai più di quindici anni forma professionisti del settore cinematografico, ma anche spettatori più raffinati. Questo perché i docenti, da veri e propri appassionati quali sono, invitano a vedere film, riscoprendo i classici, ma indicando anche le più interessanti tra le nuove uscite. Il corso Master diventa, per chi lo frequenta, un corso di formazione molto serio e appassionante, ma anche un luogo magico in cui parlare ogni giorno della propria passione per il cinema, discuterne, essere in accordo o disaccordo e, come avviene sempre nelle occasioni di confronto, crescere.

Ecco 10 dei film che i nostri allievi scoprono o ri-scoprono in quanto i docenti li invitano a guardarli con occhi diversi.

Per info sul corso Master: corsi@pigrecoemme.com oppure 0815635188.

1 – Quarto Potere di Orson Welles

Non date per scontato che chi frequenti un corso di cinema l’abbia visto. In ogni caso, chiunque impara ad apprezzare il montaggio formale della sequenza d’apertura (un susseguirsi di inquadrature di Xanadu con la finestra accesa sempre nello stesso punto in alto a destra dell’inquadratura), la profondità di campo ammirata da Bazin, l’inclinazione dal basso verso l’alto, il montaggio a graffa della sequenza degli insuccessi di Susan Alexander Kane e quello a episodi della sequenza della colazione.

2 – Psycho di Alfred Hitchcock

Potrà sembrare strano, ma non tutti hanno visto Psycho. Il docente, quindi, consiglia, agli allievi che non l’abbiano fatto, di vederlo perché “spoilererà”. Importante la scena di dialogo tra Norman BatesMarion Crane per discutere dell’importanza del filmico e del profilmico. Sorprendente la rilettura del film secondo Michel Chion ed il suo concetto di àcusma. L’acusmère fa sì che Psycho, da thriller diventi vero e proprio horror di possessione.

3 – Amblin di Steven Spielberg

Anche Steven Spielberg ha girato in modalità low budget. Eppure, se uno ha la vocazione, la sua capacità è quella di riuscire a comunicare emozioni anche con poco. In questo corto giovanile (che poi ha dato il nome alla sua casa di produzione) il regista di E.T. rinuncia ai dialoghi e fa di necessità virtù, ma se deve raccontare la nascita di un sentimento, riesce a farlo anche coi pochi mezzi a disposizione sfruttando al massimo le potenzialità nascoste del montaggio.

4 – Susanna di Howard Hawks

Il film col quale spiegare alla perfezione il découpage classico, i raccordi giusti: di posizione, di direzione, di direzione degli sguardi, il campo e controcampo simmetrico ed asimettrico. Il cinema classico ai suoi massimi livelli.

5 – Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard

Dal dècoupage classico al suo contraltare. Il montaggio più che visibile, lo scavalcamento di campo. Volendo vedere la scena dell’assassinio del poliziotto con occhio classico, in base alle direzioni, a morire dovrebbe essere il protagonista e, in fondo, quello che Godard ci descrive è un morto che cammina (alla fine, letteralmente), un personaggio (il gangster) non più incarnabile né re-incarnabile sul grande schermo, simbolo di un cinema che non esiste più. Ma ci dice anche di un autore il quale sa, a suo discapito e profeticamente, che ogni rivoluzione linguistica è destinata a morire o ad essere normalizzata.

6 – The Straight Story di David Lynch

Quella che sembra la sceneggiatura più accessibile del regista di Mullholand Drive (non a caso straight in inglese significa dritta quasi a voler ironicamente alludere ad un percorso lineare del copione), in realtà rivela quanto la scrittura di un autore, in fondo, racconti più o meno sempre la stessa storia. Vera o meno che sia.

7 – C’eravamo tanto amati di Ettore Scola

Per ammissione degli stessi allievi, scoprire questo film e l’opera di Scola in generale, è stato uno dei momenti più intensi del percorso didattico dell’anno passato. Perché, magari oggi non si direbbe, ma l’Italia ha fatto grande cinema e Scola è stato uno degli autori più interessanti, attento com’era alla scrittura, nascendo sceneggiatore, ma anche alla regia della quale è stato uno degli alfieri più moderni e virtuosi (basti vedere l’incipit di questo film o il pianosequenza iniziale di Una giornata particolare).

8 – La fuga di Delmer Daves

L’inquadratura “est une cache” che serve ad escludere più che ad includere. Questo sosteneva André Bazin. Eppure, alcuni pensarono che la soggettiva potesse facilitare l’identificazione. Chiedetelo a Robert Montgomery autore del flop Una donna nel lago. Nello stesso anno, un autore di ben altra caratura, Delmer Daves, girava La fuga, mostrando maggior tecnica oltre che consapevolezza del linguaggio.

9 – Il padrino di Francis Ford Coppola

Il montaggio alternato, normalmente utilizzato per scene di inseguimento o di suspense, qui è lo strumento di uno dei paralleli più belli della storia del cinema. A confronto sono messi un battesimo di cui Michael Corleone è padrino ed il suo battesimo come padrino (vediamo i primi omicidi da lui ordinati dopo aver sostituito il padre Vicent).

10 – Piccole Volpi  I migliori anni della nostra vita di William Wyler

Il giansenista della messa in scena privilegiava le inquadrature in profondità di campo, come piace ai cultori dell’ontologia. Lo spettatore quindi può indirizzare il suo sguardo verso ciò che più gli interessa. Come nella realtà. Ma se questo è vero per una sequenza di I migliori anni della nostra vita, non altrettanto si può sostenere per la scena di Piccole volpi in cui Horace perde i sensi e l’occhio di chi guarda è rapito dal primo piano magnetico di Bette Davis.

 

 

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Rosario Gallone

Docente di regia a Pigrecoemme
Rosario è tra i fondatori della Pigrecoemme, dove si occupa soprattutto del corso di regia e dell'organizzazione dei corsi. E' autore della sceneggiatura di Isa 9000 (mediometraggio con Isa Danieli diretto da Angelo Serio), del montaggio di documentari e della regia di alcuni cortometraggi.

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