10 cult anni ’80 stranamente sfuggiti ad ogni revival

cult anni 80

Se hanno rifatto Il giorno di San Valentino, slasher da “viale del tramonto” del genere, diretto nel 1981 dal carneade George Mihalka, sarebbe del tutto legittimo pensare che si sia scavato il fondo del barile degli anni ’80. Ed invece no. Ci sono piccoli gioielli che, per motivi decisamente inimmaginabili, pare siano sfuggiti a qualsiasi forma di revival: nessun remake, scarsissima se non nulla programmazione nei pur intasatissimi canali del DTT o del satellite, irreperibilità quasi definitiva in home video. Ve ne proponiamo, come è nostro solito, 10.

1 – Piramide di paura di Barry Levinson

Gli anni ’80 furono il periodo d’oro di Chris Columbus sceneggiatore. Così, mentre si celebrano i Gremlins (di cui è annunciato il remake) e I Goonies ci si dimentica di questo gradevolissimo film in cui due giovani Holmes Watson si incontrano al collegio ed affrontano il loro primo caso. Era anche il periodo in cui lo Spielberg produttore segnava indelebilmente l’immaginario di noi adolescenti dell’epoca (il già citato GremlinsPoltergeistRitorno al futuro) e lo fece anche con questa pellicola i cui effetti speciali sono ancora oggi sorprendenti. Ogni tanto se ne ricorda Rai 4.

2 – Playboy in prova di Steve Rash

Prima di diventare il dottor Stranamore di Grey’s AnatomyPatrick Dempsey è stato un attor giovane che ha scontato l’esser fuori dal Brat Pack di John Hughes. Quindi, mentre si parla ancora (anche giustamente) di Breakfast ClubNon per soldi…ma per amoreBella in rosaUna pazza giornata di vacanza, in pochi ricordano, per esempio, Playboy in prova. Non è un capolavoro, ma certo vale quanto un La donna esplosiva.

3 – Amsterdamned di Dick Maas

Negli anni ’80 ha imperversato l’olandese Dick Maas, tuttora celebrato per il suo L’ascensore, ma che sfornò almeno un altro thriller degno di nota (oltre alla commedia volgar demenziale Arrivano i Flodder) ovvero questo Amsterdamned. Efficacissimo, ma dimenticato da tv, home video e nostalgici.

4 – Runaway di Michael Chrichton

La produzione credette molto nel film e ci investì parecchi dollari, ma arrivò Terminator di James Cameron a rompere le uova nel paniere. Al netto di questo incidente, resta, tuttavia, un buon film di fantascienza, con scene memorabili (i ragni robot) ed un Gene Simmons (leader dei Kiss) divertitissimo villain.

5 – Spie come noi di John Landis

Negli anni ’80 John Landis ha sfornato troppi capolavori (The Blues BrothersUn lupo mannaro americano a LondraUna poltrona per due, il videoclip di Thriller) e così nel dimenticatoio ci è finita questa divertentissima spy-comedy di cui vi mostriamo uno dei momenti più esilaranti (con una comparsata di Terry Gilliam). La canzone Spies Like Us era cantata da Paul McCartney.

6 – Turk 182 di Bob Clark

Bob Clark è il regista di Porky’s e, forse per questo, sia allora che successivamente, si è faticato ad associare il suo nome a questa che solo apparentemente è una commedia, ma che, in realtà, è un attacco, decisamente riuscito, alla politica corrotta, alla cecità della burocrazia, alla manipolazione mediatica e conseguente mitomania dei cercatori di fama (Jimmy va al giornale per confessare di essere Turk, ma gli tocca mettersi in una fila di mitomani che sono lì per lo stesso motivo) con un finale (la folla che grida “Turk! Turk! Turk!“) che vale quanto il pugno alzato di Judd Nelson in Breakfast Club.

7 – Il buio si avvicina di Kathryn Bigelow

Per molti la carriera di Kathrin Bigelow è cominciata con Point Break ed invece no, ebbe inizio negli anni ’80. Il buio si avvicina è la sua opera seconda (la prima, il bellissimo The Loveless fu trasmesso da una neonata TelePiù), scritta da lei e da quell’Eric Red che, nella stessa decade, ci avrebbe regalato il cult riconosciuto The Hitcher. Un mélo (ci sono i vampiri e la cosa non è affatto nuova) in cui la regista già dimostra grande sicurezza nell’alternare violenza a momenti di grande commozione, con almeno una scena memorabile: Caleb Mae che si nutrono del sangue di un camionista mentre le trivelle depredano le viscere della terra in una sorta di metafora della sopraffazione quasi ctonia dell’essere umano.

8 – Il gioco del falco di John Schlesinger

Schlesinger veniva dal free cinema e di questo sentimento ribelle si avvertono ancora le tracce in questo film che ricostruisce una storia vera narrata da Robert Lindsey nel libro A True Story of Friendship and Espionage. Film sottovalutato, allora e poi, con un pezzone, This is Not America, scritto appositamente per il film da David BowiePat MethenySean Penn qui fa le prove del tossico che manda tutto in malora, cosa che gli servirà per Carlito’s Way.

9 – Signori, il delitto è servito di Jonathan Lynn

Prima che si traessero film dalle attrazioni del luna park (Pirates of Caribbean), sempre John Landis (sceneggiatore e produttore) ebbe la brillante idea di trasporre sul grande schermo il famoso gioco da tavolo Cluedo. Il risultato è questo spassosissimo film uscito in sordina, ma che vanta fans in grado di recitarne le battute a memoria come il Rocky Horror. Resta, tuttavia, un fenomeno sotterraneo.

10 – Il mio nome è Remo Williams di Guy Hamilton

Probabilmente nato sull’onda del successo di Karate Kid, dal punto di vista cinematografico (e non mitopoietico) è addirittura migliore. Divertente e con una buona regia action al servizio della storia, sconta, probabilmente, un protagonista non carismatico (Fred Ward è normalmente un caratterista). Da recuperare.

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Rosario Gallone

Docente di regia a Pigrecoemme
Rosario è tra i fondatori della Pigrecoemme, dove si occupa soprattutto del corso di regia e dell'organizzazione dei corsi. E' autore della sceneggiatura di Isa 9000 (mediometraggio con Isa Danieli diretto da Angelo Serio), del montaggio di documentari e della regia di alcuni cortometraggi.

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