11 SETTEMBRE 2001 (Francia 2002) di Samira Makhmalbaf, Claude Lelouch, Youssef Chahine, Danis Tanovic, Idrissa Ouedraogo, Ken Loach, Alejandro Gonzalez Inarritu, Amos Gitai, Mira Nair, Sean Penn e Shohei Imamura Undici registi, di
diversa nazionalità e cultura si confrontano con la tragedia delle Twin
Towers e firmano altrettanti "corti" della durata di undici minuti,
nove secondi ed un fotogramma. Proditoriamente accusato di antiamericanismo,
in primis da un giornalista di Variety -la leggenda dice per una
sorta di complotto contro la distribuzione Vivendi Universal / Studio
Canal-, e poi da una serie di commentatori della domenica, 11'09"01
September 11, nato da un'idea del produttore Alain Brigand,
non ha trovato distribuzione negli Stati Uniti; ed è un peccato.
Un peccato perché gli Americani meriterebbero almeno di sapere come, fuori
dai confini del loro Paese, la sensibilità degli artisti è stata toccata
dall'evento più inquietante della loro Storia. Meriterebbero di ascoltare
il monito di Ken Loach, che ricorda loro, come nel 1973, guarda
caso un un undici di settembre, un aereo attaccò il palazzo presidenziale
del Cile e meriterebbero di riflettere su come la Storia ( cfr.
John Ranelagh, L’agenzia: ascesa e declino della CIA) abbia
poi sostenuto l'ipotesi secondo la quale il colpo di stato guidato da
Pinochet, che rastrellò cinquantamila vittime tra i militanti del
movimento operaio, tra cui il presidente Allende democraticamente eletto,
fosse stato finanziato e organizzato in collaborazione con i servizi segreti
americani. Famosa l'affermazione pubblica dell'allora segretario di stato
Kissinger: "Non dobbiamo accettare che un paese diventi marxista
per l'irresponsabilità del suo popolo". Questi stessi Americani avrebbero
anche il diritto di vedere l'"episodio" diretto da Sean Penn, indubbiamente
il migliore, che recupera nell'iperrealismo e nel corpo-mito-simbolo di
Ernst Borgnine due strumenti culturali all american con i quali
rapportarsi, senza retorica e con una grazia da capolavoro, con la grande
tragedia. Gli episodi migliori, oltre ai citati Loach e Penn,
sono probabilmente quelli di Imamura e di Ouedraogo. Il
maestro Giapponese, in stato di grazia, evita ogni riferimento diretto
all'undici settembre e preferisce concentrarsi su una parabola contro
tutte le guerre e contro l'assurdo logico della definizione di "guerra
santa", mentre l'africano tratteggia un récit agrodolce nel
quale dei ragazzini cercano di catturare Bin Laden, magicamente
apparso nel loro villaggio, per poter riscuotere la ricompensa e comprare
così le medicine per la madre di uno di loro, colpita dalla malaria. Bin
Laden salirà incolume su un aereo e ai poveri ragazzini non resterà
che attendere la visita di Bush. Chissà quanto vale la sua testa! (Giacomo Fabbrocino)
|
|||||||||||||||||